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A fuoco un camion, si sospetta il dolo 

A fuoco un camion, si sospetta il dolo 

L’incendio in una carpenteria della zona industriale Ranaro. I titolari: «Non abbiamo mai ricevuto minacce» 

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REGGIOLO. Dispetto o atto intimidatorio? Inquietante episodio, venerdì notte, intorno alle 23, nella zona industriale Ranaro.

Un camion Iveco è stato distrutto da un rogo per il quale gli inquirenti ipotizzano il dolo. Il danno è di circa 15mila euro, coperto in parte, carico compreso, da polizza assicurativa. Il fatto si è verificato nel cortile della carpenteria metallica Ceglia di via Caboto 6, a Reggiolo. Per domare le fiamme sono arrivate due squadre dei vigili del fuoco di Guastalla e dei volontari di Luzzara, con tre mezzi. Ad indagare sull’accaduto i carabinieri di Novellara, giunti sul posto dopo aver raccolto l’allarme lanciato dai titolari dell’azienda, insieme ai colleghi di Reggiolo competenti per territorio. Il camion, da alcune settimane, veniva parcheggiato ogni sera nei pressi del cancello d’ingresso della carpenteria. Prima, invece, era sempre stato parcheggiato all’interno del cortile, di fianco al capannone. Per Giovanni Ceglia, uno dei tre fratelli proprietari dell’azienda, l’incendio è inspiegabile: «Non abbiamo mai ricevuto minacce né richieste di “pizzo”. Abitiamo a Rolo ma lavoriamo a Reggiolo da 17 anni. Abbiamo sempre onorato i nostri impegni, abbiamo buoni rapporti con tutti, sia con i lavoratori che con nostri eventuali concorrenti, dato che da qualche tempo ci siamo dotati anche di un taglio laser». E sull’incendio, ipotizza: «Può avere avuto origine solo in due modi: o si è trattato di un corto circuito partito dalla batteria, anche se devo dire che nonostante sia un mezzo piuttosto vecchiotto andava bene ed era stato revisionato di recente, oppure qualcuno ha dato fuoco al camion».

I carabinieri di Novellara e i vigili del fuoco di Guastalla e Luzzara, intervenuti venerdì sera, nel corso di un sommario sopralluogo hanno controllato se sulla strada, o a pochi metri dal cancello d’ingresso della carpenteria, fossero presenti resti di liquido infiammabile, usato come miccia. Questo perché nel novembre del 2012, in una ditta di Reggiolo vennero incendiati ben nove camion. Le indagini, quella volta, accertarono l’origine dolosa del rogo sulle cui responsabilità si sta ancora discutendo nel processo “Aemilia”.

Considerate le infiltrazioni della ’ndrangheta nel reggiano, gli investigatori non vogliono dunque trascurare nulla relativamente all’incendio del camion alla ditta Ceglia, e fino a quando non verrà fatta chiarezza sulle cause non escluderanno il dolo. Il camion è stato sottoposto a sequestro giudiziario dal magistrato che sta seguendo il caso e l’area intorno al mezzo è stata transennata.

Le fiamme, dalle fotografie scattate dai fratelli Ceglia con i loro smartphone, poco dopo aver ricevuto l’allarme dell’incendio, sembrano essere scaturite da sotto il telaio e si sono propagate per tutta la cabina, distruggendo interni e sedili.

Il fuoco ha intaccato anche parte del carico che era già stato sistemato sul cassone e che era pronto per essere consegnato al destinatario. I carabinieri di Reggiolo hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza di alcune aziende situate nei pressi di via Caboto nel tentativo di verificare se all’ora dell’incendio siano transitate auto sospette. Anche il sindaco di Reggiolo, Roberto Angeli, informato dell’accaduto si è dichiarato preoccupato. «Confido nel lavoro d’investigazione sia dei vigili del fuoco che delle forze dell’ordine – ha detto il primo cittadino –. Se le indagini porteranno a una causa accidentale la vicenda verrà chiusa senza problemi, se invece propenderanno per un rogo doloso cercheremo di fare chiarezza con tutti i mezzi a nostra disposizione». (m.p.)

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