Maurizio Landini da Reggio Emilia ai vertici della Cgil
Il sindacalista lascia la guida della Fiom per entrare nella segreteria nazionale e il 2018 è vicino
REGGIO EMILIA. La fine di un’era. Venerdì prossimo sarà l’ultimo giorno di Maurizio Landini alla guida della Fiom. Il sindacalista reggiano ha dedicato sette dei suoi 55 anni a quella Federazione impiegati operai metallurgici (Fiom, appunto) della Cgil. Ma per il numero uno uscente non è prevista l’uscita dal sindacato, anzi.
Già oggi si terrà infatti l’assemblea generale Cgil al Centro Congressi Frentani di Roma. I lavori inizieranno nel pomeriggio, alle 14, e si dovrebbero concludere domani (si riparte alle 9.30). Il nome di Landini è tra quelli indicati ad entrare nella segreteria nazionale. «Faremo la proposta, ci sarà la consultazione e l’assemblea deciderà», ha spiegato nei giorni scorsi Susanna Camusso, attuale segretario nazionale Cgil.
La nomina di Landini può essere un ulteriore passo in vista del 2018.
Il 3 novembre dell’anno prossimo, infatti, finirà il mandato della stessa Camusso. Non è stato indicato ancora un successore in forma ufficiale, ma il nome di Landini inizia a circolare tra gli ambienti della Cgil. Ve ne sono anche altri: Vincenzo Colla, ex segretario regionale Cgil Emilia Romagna, e Serena Sorrentino, che guida la Funzione pubblica del sindacato (Fp-Cgil).
Intanto, emerge il nome di chi prenderà il posto di Landini, salvo sconvolgimenti dell’ultima ora, nella prossima assemblea generale della Fiom, in programma giovedì e venerdì prossimi. Si tratta di Francesca Re David, attuale segretario generale della Fiom-Cgil di Roma e Lazio. Romana doc, è stata più volte ospite nella città del Tricolore. Già nel 2005 è scesa a fianco delle tute blu a Reggio in un’azione contro Federmeccanica, culminata in via Toschi. Cinque anni dopo (siamo quindi al 2010), Re David guidò un’altra manifestazione, che si concluse in piazza San Prospero.
La sua forza nei toni ricorda quella di Landini. Già nel 2004 affermava che «il conflitto è lo strumento unico per costringere imprese e governo a cambiare rotta». Cambiare rotta è anche un tentativo avviato dal sindacalista reggiano su più fronti. A partire, ovviamente, dalla lotta in favore dei lavoratori. Sono esemplari i casi Thyssen e Ilva, assieme ad altre rivendicazioni che hanno coinvolto migliaia di persone. In milioni lo hanno visto nei talk-show televisivi, in cui è presto diventato ospite ricorrente.
Puntate in cui lo contraddistingue la felpa con la scritta “Fiom” in stampatello, riutilizzata dal comico Maurizio Crozza in un’imitazione che include talvolta pure Camusso, di cui Landini potrebbe prendere il posto al vertice nazionale della Cgil.
V’è poi l’impegno politico in senso lato del sindacalista reggiano. Nel 2015 fonda Coalizione Sociale, un soggetto a metà tra sindacato e passione per la cosa pubblica. Alla corrente prendono parte nomi illustri, tra cui Stefano Rodotà.
Da parte di Landini non si prospetta tuttavia l’alba di una discesa in campo perché, come spiegato dall’interessato a La Repubblica, «io faccio il sindacalista». (g.f.)
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