Gazzetta di Reggio

Reggio

Progetto Rosemary, in 20 anni di attività sottratte alla strada oltre duecento donne

Progetto Rosemary, in 20 anni di attività sottratte alla strada oltre duecento donne

Sul fronte delle politiche sociali in aiuto delle donne vittime del racket della prostituzione, la città di Reggio Emilia si è attivata già da molti anni. È da fine anni ’90, infatti, che nel nostro...

1 MINUTI DI LETTURA





Sul fronte delle politiche sociali in aiuto delle donne vittime del racket della prostituzione, la città di Reggio Emilia si è attivata già da molti anni. È da fine anni ’90, infatti, che nel nostro territorio è stato attivato il progetto “Rosemary” in collaborazione con la rete regionale “Oltre la strada”, che ha l’obiettivo di sottrarre alla tratta le donne vittime di sfruttamento. In oltre 20 anni di attività questi progetti hanno permesso di salvare dai loro aguzzini oltre 200 donne. Rosemary era una ragazza nigeriana che si prostituiva in strada a Reggio Emilia. Nel 1997 è stata accoltellata e, poco dopo, è morta. Il suo nome è stato quindi scelto dall’amministrazione comunale per il progetto, attivato proprio alla fine di quell’anno, che realizza interventi nel campo della prostituzione e della lotta alle forme di sfruttamento e alla tratta di esseri umani. Il programma è articolato su due livelli, un’unità di strada e un percorso di accoglienza per chi sceglie di cambiare vita e, da alcuni anni, si rivolge anche alle persone transessuali. Gli obiettivi sono la tutela della salute, la mediazione con la cittadinanza nei quartieri in cui è presente il fenomeno della prostituzione e, nel caso delle persone transessuali, la visibilità per superare i pregiudizi e gli stereotipi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google