Villa Bianchi riaperta dopo i restauri dovuti al terremoto
Reggiolo: inaugurazione durante la sagra di San Venerio L’edificio storico recuperato con finanziamenti regionali
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REGGIOLO. Nell'ambito delle iniziative legate alla Fiera di Luglio, durante lo scorso weekend a Reggiolo si è svolto uno dei momenti più importanti, avvenuto proprio in occasione della sagra di San Venerio con tanto di processione: l’inaugurazione di villa Bianchi dopo gli interventi di restauro successivi al terremoto del 2012, finanziati dalla Regione Emilia Romagna. Villa Bianchi è un edificio privato e ha una grande valenza storica.
Nell’occasione, è stato presentato anche il libro dedicato alla dimora storica, curato dal professor Franco Canova.
Oltre a quest’ultimo, storico, erano presenti il sindaco Roberto Angeli; l'architetto Valentina Oliverio del Mibact; l'ingegner Luciano Bellesia, progettista; l’architetto Emanuela Rossi, restauratrice. Ha coordinato Franco Albinelli, assessore alla cultura e ricostruzione.
Il libro dedicato a villa Bianchi raccoglie le informazioni storiche del complesso abitativo e rurale riportando le immagini dei danni e delle lesioni provocate dal sisma del 2012, nonché quelle dei lavori di ristrutturazione. Tutto ciò per testimoniare il valore storico-architettonico che l’edificio ha per l’intera comunità.
La famiglia Bianchi ha sempre abitato l’edificio, principalmente nel periodo estivo, da luglio a settembre, per meglio seguire l’andamento dei lavori agricoli stagionali nei campi adiacenti di loro dipendenza. Ancora oggi i Bianchi si ritrovano il 7 luglio di ogni anno, giorno della sagra di San Venerio, patrono di Reggiolo e co-patrono di Reggio Emilia con San Prospero. I Bianchi hanno partecipato alla processione con la statua lignea antica del santo attraversando il centro storico lungo via Matteotti, per poi rientrare nella chiesetta di San Venerio di via Roma.
Villa Bianchi è un importante sito storico le cui origini risalgono all’epoca medievale. La cappella di San Venerio, infatti, è l’antico luogo di culto segnalato da alcuni documenti storici attestanti che il 14 maggio 1044 Beatrice di Lorena, madre di Matilde di Canossa, era entrata in possesso di Razolo, oggi Reggiolo, con atto pubblico. Al termine del convegno, la Pro loco ha offerto un buffet. (m.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Nell’occasione, è stato presentato anche il libro dedicato alla dimora storica, curato dal professor Franco Canova.
Oltre a quest’ultimo, storico, erano presenti il sindaco Roberto Angeli; l'architetto Valentina Oliverio del Mibact; l'ingegner Luciano Bellesia, progettista; l’architetto Emanuela Rossi, restauratrice. Ha coordinato Franco Albinelli, assessore alla cultura e ricostruzione.
Il libro dedicato a villa Bianchi raccoglie le informazioni storiche del complesso abitativo e rurale riportando le immagini dei danni e delle lesioni provocate dal sisma del 2012, nonché quelle dei lavori di ristrutturazione. Tutto ciò per testimoniare il valore storico-architettonico che l’edificio ha per l’intera comunità.
La famiglia Bianchi ha sempre abitato l’edificio, principalmente nel periodo estivo, da luglio a settembre, per meglio seguire l’andamento dei lavori agricoli stagionali nei campi adiacenti di loro dipendenza. Ancora oggi i Bianchi si ritrovano il 7 luglio di ogni anno, giorno della sagra di San Venerio, patrono di Reggiolo e co-patrono di Reggio Emilia con San Prospero. I Bianchi hanno partecipato alla processione con la statua lignea antica del santo attraversando il centro storico lungo via Matteotti, per poi rientrare nella chiesetta di San Venerio di via Roma.
Villa Bianchi è un importante sito storico le cui origini risalgono all’epoca medievale. La cappella di San Venerio, infatti, è l’antico luogo di culto segnalato da alcuni documenti storici attestanti che il 14 maggio 1044 Beatrice di Lorena, madre di Matilde di Canossa, era entrata in possesso di Razolo, oggi Reggiolo, con atto pubblico. Al termine del convegno, la Pro loco ha offerto un buffet. (m.p.)
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