incidente con la barca a vela
Domani a Villanova i funerali dell’architetto Bernardelli
REGGIOLO. . Si svolgeranno domani alle 18, nella chiesa di Villanova, i funerali di Cristiano Bernardelli, l’architetto 42enne, dipendente dell’ufficio tecnico di Correggio, deceduto nella notte tra...
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REGGIOLO. . Si svolgeranno domani alle 18, nella chiesa di Villanova, i funerali di Cristiano Bernardelli, l’architetto 42enne, dipendente dell’ufficio tecnico di Correggio, deceduto nella notte tra domenica e lunedì all’ospedale “Manzoni” di Lecco dopo 22 giorni durante i quali ha lottato tra la vita e la morte in seguito ad un incidente avvenuto al largo di Dorio sul lago di Como.
La salma dell’uomo arriverà oggi nell’abitazione dei genitori, in via Lovatino 13 a Reggiolo.
Dopo il rito d’addio, l’architetto riposerà nel cimitero di Reggiolo.
Cristiano Bernardelli, oltre al padre Giacomo, alla madre Adele e alla sorella Barbara, lascia la compagna, la nonna, zii e cugini. Sulla pagina di Facebook della sorella Barbara continuano ad arrivare messaggi di cordoglio e di solidarietà per il grave lutto. Al dolore dei familiari si unisce anche quello dei colleghi di lavoro di Cristiano, sia del Comune di Correggio che quelli di Reggiolo. Cordoglio alla famiglia è stato espresso anche dal sindaco Roberto Angeli a nome di tutta l’amministrazione comunale, dalla presidente della Protezione civile “San Venerio” e da Mario Bertazzoni presidente dell'associazione “Volontari per Reggiolo” oltre che dal presidente della Pro loco. Anche il sindaco di Correggio, Ilenia Malavasi, ha voluto stringersi ai famigliari per la grave perdita. Cristiano era responsabile del settore assetto del territorio e qualità urbana dell'ufficio tecnico comunale di Correggio. Messaggi, pensieri, testimonianze che non hanno mai avuto un attimo di sosta fin dal giorno in cui Cristiano era stato ricoverato nel reparto di neurorianimazione dell'ospedale di Lecco, quando alla sorella Barbara, rimasta sempre accanto al fratello, le scrivevano: «Sussurra a Cristiano di non mollare mai...».
A Reggiolo si è pregato tanto affinché Cristiano potesse risvegliarsi. La speranza era che quel “ragazzone” dalla faccia buona ce la potesse fare. Ci voleva un miracolo, perché le sue conduzioni erano molto gravi. Fin da quel maledetto giorno in cui Cristiano ha avuto l'incidente, si è capito che le speranze erano poche. I genitori e la sorella, pochi minuti dopo il decesso dell’architetto 42enne, hanno acconsentito all'espianto delle cornee. (m.p.)
La salma dell’uomo arriverà oggi nell’abitazione dei genitori, in via Lovatino 13 a Reggiolo.
Dopo il rito d’addio, l’architetto riposerà nel cimitero di Reggiolo.
Cristiano Bernardelli, oltre al padre Giacomo, alla madre Adele e alla sorella Barbara, lascia la compagna, la nonna, zii e cugini. Sulla pagina di Facebook della sorella Barbara continuano ad arrivare messaggi di cordoglio e di solidarietà per il grave lutto. Al dolore dei familiari si unisce anche quello dei colleghi di lavoro di Cristiano, sia del Comune di Correggio che quelli di Reggiolo. Cordoglio alla famiglia è stato espresso anche dal sindaco Roberto Angeli a nome di tutta l’amministrazione comunale, dalla presidente della Protezione civile “San Venerio” e da Mario Bertazzoni presidente dell'associazione “Volontari per Reggiolo” oltre che dal presidente della Pro loco. Anche il sindaco di Correggio, Ilenia Malavasi, ha voluto stringersi ai famigliari per la grave perdita. Cristiano era responsabile del settore assetto del territorio e qualità urbana dell'ufficio tecnico comunale di Correggio. Messaggi, pensieri, testimonianze che non hanno mai avuto un attimo di sosta fin dal giorno in cui Cristiano era stato ricoverato nel reparto di neurorianimazione dell'ospedale di Lecco, quando alla sorella Barbara, rimasta sempre accanto al fratello, le scrivevano: «Sussurra a Cristiano di non mollare mai...».
A Reggiolo si è pregato tanto affinché Cristiano potesse risvegliarsi. La speranza era che quel “ragazzone” dalla faccia buona ce la potesse fare. Ci voleva un miracolo, perché le sue conduzioni erano molto gravi. Fin da quel maledetto giorno in cui Cristiano ha avuto l'incidente, si è capito che le speranze erano poche. I genitori e la sorella, pochi minuti dopo il decesso dell’architetto 42enne, hanno acconsentito all'espianto delle cornee. (m.p.)
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