«La Dimora deve spiegare come usa i soldi pubblici»
La commissione per l’accoglienza dei richiedenti asilo convocata oggi in Comune De Lucia (Pd) chiede chiarezza alle cooperative sociali impegnate nella gestione
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REGGIO EMILIA. Dopo il nuovo bando emesso dalla prefettura sull’accoglienza dei richiedenti asilo, le politiche di integrazione e i servizi erogati ai migranti in città saranno affrontati anche in Comune. È infatti convocata per oggi, alle 18.30, la commissione che il 2 maggio scorso era stata richiesta da un quinto dei consiglieri comunali, primo fra tutti Dario De Lucia del Pd.
In municipio sono state invitate anche le cooperative sociali che si occupano della gestione dei migranti sul territorio, a cominciare dalla Dimora d’Abramo vincitrice insieme a L’Ovile del primo bando emesso ad aprile dalla prefettura. Proprio De Lucia, tuttavia, oggi non potrà essere presente poiché, come aveva annunciato da tempo all’amministrazione, sarà a Roma per sostenere un corso di formazione fissato da mesi.
Le sue domande alla Dimora, però, ha voluto comunque farle. E così il consigliere ha affidato alla presidente della Commissione terza welfare Emilia Davoli e all’assessore Matteo Sassi i suoi quattro quesiti che la Gazzetta di Reggio pubblica in anteprima. Perché, ha spiegato l’esponente Pd, bisogna «fare luce su come vengono spesi i fondi pubblici che Dimora d’Abramo riceve per la gestione di questi nuovi concittadini, pur ringraziando i lavoratori della cooperativa e tutti gli operatori che ogni giorno sono sul campo».
Così, chiede per prima cosa De Lucia, «perché l’utile di oltre 900mila euro del 2015 (quintuplicato rispetto al 2014) che proviene per larghissima parte dai fondi pubblici per i richiedenti asilo non viene speso per progetti e attività per i richiedenti asilo? E, inoltre, da quel che emerge dai resoconti dell’unità di prossimità alcuni richiedenti asilo uomini sono dediti ad attività di spaccio mentre alcune donne alla prostituzione, come è possibile che persone seguite da voi possano perseguire queste attività illecite? Perché non impiegare i soldi pubblici ricevuti per assumere più operatori e proporre maggiori attività?».
Le ultime due domande, infine, riguardano alcuni aspetti economici e immobiliari della cooperativa. «La Dimora – conclude il consigliere – nel 2015 ha ricapitalizzato per 56mila euro il centro sanitario privato 3C Salute collegato al Consorzio Oscar Romero. Come questi soldi investiti vanno a vantaggio dei richiedenti asilo? Negli anni, poi, avete acquisito molte proprietà immobiliari per ospitare i richiedenti asilo. Considerando le possibilità di bilancio perché queste non sono divise equamente tra i quartieri della città ma si concentrano in particolare sui quartieri di Reggio che hanno prezzi di vendita più bassi, come la già difficile zona stazione?». (l.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
In municipio sono state invitate anche le cooperative sociali che si occupano della gestione dei migranti sul territorio, a cominciare dalla Dimora d’Abramo vincitrice insieme a L’Ovile del primo bando emesso ad aprile dalla prefettura. Proprio De Lucia, tuttavia, oggi non potrà essere presente poiché, come aveva annunciato da tempo all’amministrazione, sarà a Roma per sostenere un corso di formazione fissato da mesi.
Le sue domande alla Dimora, però, ha voluto comunque farle. E così il consigliere ha affidato alla presidente della Commissione terza welfare Emilia Davoli e all’assessore Matteo Sassi i suoi quattro quesiti che la Gazzetta di Reggio pubblica in anteprima. Perché, ha spiegato l’esponente Pd, bisogna «fare luce su come vengono spesi i fondi pubblici che Dimora d’Abramo riceve per la gestione di questi nuovi concittadini, pur ringraziando i lavoratori della cooperativa e tutti gli operatori che ogni giorno sono sul campo».
Così, chiede per prima cosa De Lucia, «perché l’utile di oltre 900mila euro del 2015 (quintuplicato rispetto al 2014) che proviene per larghissima parte dai fondi pubblici per i richiedenti asilo non viene speso per progetti e attività per i richiedenti asilo? E, inoltre, da quel che emerge dai resoconti dell’unità di prossimità alcuni richiedenti asilo uomini sono dediti ad attività di spaccio mentre alcune donne alla prostituzione, come è possibile che persone seguite da voi possano perseguire queste attività illecite? Perché non impiegare i soldi pubblici ricevuti per assumere più operatori e proporre maggiori attività?».
Le ultime due domande, infine, riguardano alcuni aspetti economici e immobiliari della cooperativa. «La Dimora – conclude il consigliere – nel 2015 ha ricapitalizzato per 56mila euro il centro sanitario privato 3C Salute collegato al Consorzio Oscar Romero. Come questi soldi investiti vanno a vantaggio dei richiedenti asilo? Negli anni, poi, avete acquisito molte proprietà immobiliari per ospitare i richiedenti asilo. Considerando le possibilità di bilancio perché queste non sono divise equamente tra i quartieri della città ma si concentrano in particolare sui quartieri di Reggio che hanno prezzi di vendita più bassi, come la già difficile zona stazione?». (l.g.)
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