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«No al neofascismo»: Il M5S reggiano vota la proposta del Pd

di Gabriele Farina
«No al neofascismo»: Il M5S reggiano vota la proposta del Pd

I pentastellati locali vanno contro la linea dettata da Grillo. A favore anche Mdp, mentre la destra esce dall’aula

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REGGIO EMILIA. Il caso di Chioggia sbarca in Consiglio comunale. Lunedì sera l’assemblea ha approvato un ordine del giorno sulle emergenti forme di neofascismo. Un tema di cui si discute molto a livello nazionale, a partire dallo stabilimento di Punta Canna (Venezia) in cui il Ventennio era ricordato con cartelli (poi rimossi), saluti romani e discorsi razzisti.

Il capogruppo del Partito democratico Andrea Capelli ha presentato un odg in cui «si esprime forte preoccupazione per la pericolosa sottovalutazione delle nuove forme di neofascismo che dilagano sotto varie forme nella nostra società», come si legge nel testo. L’ordine del giorno «impegna la presidente del Consiglio a inviare il presente ordine del giorno ai presidenti di Camera e Senato e ai parlamentari reggiani eletti in Parlamento».

Una presa di posizione ben netta, in considerazione del fatto che «la nostra città è stata insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare per la Resistenza e che proprio nei giorni scorsi si è tenuta nella nostra città la commemorazione dei martiri del 7 luglio alla presenza delle autorità dell'Anpi; anche in tale occasione, così come nelle numerose mozioni e ordini del giorno già votati da questo consiglio, si è ribadito come non si debba abbassare la guardia e anzi si debba porre maggiore attenzione sul diffondersi di varie forme di neofascismo e di neonazismo».

L’ordine del giorno è stato così approvato con venti voti favorevoli, che portano la firma del Pd, di Articolo 1-Mdp e del Movimento 5 Stelle. Una controtendenza rispetto a quanto avviene a livello nazionale. I deputati pentastellati in commissione Affari costituzionali, infatti, hanno giudicato la proposta di legge del democratico Emanuele Fiano “liberticida”. Il testo prevede l’introduzione nel codice penale dell’articolo 293 bis per punire fino a 6 anni e 2 mesi «chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco».

Il M5S ha detto no e La Repubblica ha scoperto un post sul blog di Beppe Grillo in cui il gestore veneto prometteva nel 2012 10mila voti a sostegno del Movimento. A Reggio, l’opposizione pentastellata non ci sta e si schiera con la maggioranza. «Nella nostra città la Resistenza ha segnato ogni famiglia – spiega il consigliere M5S Norberto Vaccari – compresa la mia. La Resistenza ci ha dato la democrazia imperfetta che oggi cerchiamo di perfezionare. Il fascismo e il nazionalsocialismo sono crimini: non si può fare l’apologia di un crimine. Non si tratta di essere del M5S o di un partito, ma di appartenere o meno alla storia. Se ci fosse più consapevolezza di quanto sangue è stato versato dalla Resistenza forse si potrebbe fare qualcosa di più».

Prima del voto, le forze di centrodestra hanno lasciato l’aula. «Era tardissimo, c’erano altri due punti – risponde Giuseppe Pagliani, capogruppo di Forza Italia – e poi ci siamo opposti all’urgenza. Prima il Pd sostiene di voler trattare argomenti attinenti a Reggio e poi si allontano verso altri temi. Ravvisiamo una volontà precisa di allontanare l’attenzione dalla sicurezza e dalla viabilità. Si riempiono la bocca di grandi questioni».

Pagliani torna indietro nel tempo per criticare alcune scelte del presente. «Perché non s’introduce anche il reato di apologia di fascismo e fondamentalismo – domanda il forzista – ma senza il carattere d’immediata urgenza. La città oggi esplode di problemi sociali e storicamente è stata iper-fascista, poi socialista e comunista. Condanniamo tutte le ere di Reggio? Perché non ci occupiamo della convivenza tra italiani e stranieri?».

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