«Ormai è successo Io non ho paura di stare a casa sola»
La donna rapinata è stata sentita a lungo dai carabinieri Il marito tornato dal mare: «Patrizia è forte e coraggiosa»
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SCANDIANO. «Non ho paura a stare a casa da sola, tanto quello che doveva succedere è già successo. Ci starò anche in futuro». Patrizia Toscano Cugini, 63 anni, superata l’agitazione per la nottata da incubo che ha passato, ha già ripreso coraggio. E ai vicini ed amici che ieri le hanno offerto ospitalità temporanea, per non restare a dormire nel luogo dell’aggressione, ha risposto di no.
La vittima, tornata ieri verso le 15.30 dalla caserma dei carabinieri di Scandiano, dove è stata protagonista di una deposizione-fiume, si è rifiutata di fornire altri elementi su quanto ha subìto, visto che le indagini sono in corso. Dimessa dal pronto soccorso del “Magati” di Scandiano all’alba, dopo una notte insonne e dopo essere stata in balìa dei brutali rapoinatori – è stata minacciata, schiaffeggiata, ferita sulle braccia con una lama e bendata – Patrizia Toscano è entrata velocemente in casa, precisando che dovrà tornare ancora in caserma per accertamenti.
«Scusate, mia moglie è in un momento particolare – è intervenuto il marito Mauro Pelloni –. Ma è una donna forte e coraggiosa, lei non si lascia intimorire. Sono certo che si riprenderà».
Pelloni ieri mattina è tornato precipitosamente dal mare: doveva passare una settimana al Lido degli Estensi, dove la coppia possiede un’abitazione, mentre la moglie aveva preferito rimanere a Ventoso per curare i cavalli (i coniugi hanno collaborato con il centro ippico della coop Lo Stradello di Pratissolo e hanno sempre avuto dei cavalli da corsa). «Quando sono arrivato al castello, ho trovato un post-it rosso sul portone con la scritta “sono in caserma”».
L’86enne ha quindi raggiunto la tenenza dei carabinieri di Scandiano, e lì è stato informato dei particolari della terribile esperienza vissuta dalla moglie, uscita all’esterno nonostante l’ora tarda «per verificare le condizioni della sua vecchia cavalla, che ultimamente non sta bene». Sui furti compiuti al castello, più volte preso di mira, Pelloni è perentorio: «I malviventi ci hanno fatto visita parecchie volte, siamo stati derubati delle auto due volte. Qui è un continuo». E ha precisato che la dimora, piuttosto isolata, non è dotata di telecamere. «Esiste l’allarme, ma non serve a niente, scatta sempre quando non deve scattare. Avevamo in progetto di installare la videosorveglianza: ora, dopo l’accaduto, dovremo accelerare i tempi».
Pelloni, conosciuto anche per i suoi interessi intellettuali oltre che ippici, rimarca che il castello è un pezzo unico della storia scandianese. «Lo apriamo alle visite su richiesta, mediante la Pro loco, ma certo mantenerlo è oneroso». (am.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La vittima, tornata ieri verso le 15.30 dalla caserma dei carabinieri di Scandiano, dove è stata protagonista di una deposizione-fiume, si è rifiutata di fornire altri elementi su quanto ha subìto, visto che le indagini sono in corso. Dimessa dal pronto soccorso del “Magati” di Scandiano all’alba, dopo una notte insonne e dopo essere stata in balìa dei brutali rapoinatori – è stata minacciata, schiaffeggiata, ferita sulle braccia con una lama e bendata – Patrizia Toscano è entrata velocemente in casa, precisando che dovrà tornare ancora in caserma per accertamenti.
«Scusate, mia moglie è in un momento particolare – è intervenuto il marito Mauro Pelloni –. Ma è una donna forte e coraggiosa, lei non si lascia intimorire. Sono certo che si riprenderà».
Pelloni ieri mattina è tornato precipitosamente dal mare: doveva passare una settimana al Lido degli Estensi, dove la coppia possiede un’abitazione, mentre la moglie aveva preferito rimanere a Ventoso per curare i cavalli (i coniugi hanno collaborato con il centro ippico della coop Lo Stradello di Pratissolo e hanno sempre avuto dei cavalli da corsa). «Quando sono arrivato al castello, ho trovato un post-it rosso sul portone con la scritta “sono in caserma”».
L’86enne ha quindi raggiunto la tenenza dei carabinieri di Scandiano, e lì è stato informato dei particolari della terribile esperienza vissuta dalla moglie, uscita all’esterno nonostante l’ora tarda «per verificare le condizioni della sua vecchia cavalla, che ultimamente non sta bene». Sui furti compiuti al castello, più volte preso di mira, Pelloni è perentorio: «I malviventi ci hanno fatto visita parecchie volte, siamo stati derubati delle auto due volte. Qui è un continuo». E ha precisato che la dimora, piuttosto isolata, non è dotata di telecamere. «Esiste l’allarme, ma non serve a niente, scatta sempre quando non deve scattare. Avevamo in progetto di installare la videosorveglianza: ora, dopo l’accaduto, dovremo accelerare i tempi».
Pelloni, conosciuto anche per i suoi interessi intellettuali oltre che ippici, rimarca che il castello è un pezzo unico della storia scandianese. «Lo apriamo alle visite su richiesta, mediante la Pro loco, ma certo mantenerlo è oneroso». (am.p.)
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