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Reggio Emilia, ecco come funziona il business cinese

Reggio Emilia, ecco come funziona il business cinese

Un giro d'affari dall'Asia fra centri massaggi e donne over 40

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REGGIO EMILIA. Sono varie le etnie che a Reggio Emilia si sono spartite il business della prostituzione. Le nigeriane, soprattutto in zona stazione, le donne dell’est e le brasiliane, sempre sulla via Emilia, e infine le cinesi. Una nazionalità che, a differenza di tutte le altre, ha delle regole molto precise che si possono riassumere in un concetto di base: «Prima noi e poi gli italiani». Mentre africane, europee e sudamericane spesso sono ragazze giovani o giovanissime per essere il più attraenti possibile, le asiatiche al contrario sono tutte donne in età matura.

Si tratta, sempre e senza eccezione, di signore che hanno almeno 40 anni, se non di più. Una caratteristica che ha trovato una spiegazione nel corso di numerose indagini e anni di studio del fenomeno.
Sopratutto da parte della squadra mobile della polizia reggiana che, dal 2015 a oggi ha sequestrato ben 22 centri massaggi cinesi dove si praticava lo sfruttamento della prostituzione, praticamente azzerando il fenomeno sul nostro territorio.

Le prostitute cinesi, infatti, quando sono giovani e fisicamente più attraenti lavorano unicamente per la comunità di loro connazionali. Che poi, quando raggiungono una certa età, le sostituisce con altre più giovani e manda le più anziane a dedicarsi agli italiani.

È così che le ormai esperte quarantenni e cinquantenni vengono messe in appartamenti per ricevere i propri clienti. A volte sono loro stesse che scendono in strada, come nel caso di via Turri, per poi portare gli italiani nella loro camera da letto. In altre occasioni invece, soprattutto quando la lucciola è appena arrivata dalla Cina e non parla per niente l’italiano, sui siti di incontri online vengono pubblicati annunci, scritti da terze persone e con foto di avvenenti asiatiche scaricate da Google e regolarmente false, per pubblicizzare l’offerta.

Il successo di questo di “commercio” che sfrutta (brutto a dirsi ma è così) ciò che i cinesi non vogliono più, è dato molto spesso dal prezzo. Le prestazioni sono molto più economiche di quelle delle altre colleghe: 50 euro a fronte di 100, 150 o anche di più. (l.g.)

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