Scandiano, il ricordo: «Mi rapinarono con una pistola alla testa»
Fabio Ferrari, vicino di casa della donna accoltellata e rapinata da due persone: «Imbavagliarono mia moglie e le bambine, minacciati per un’ora
SCANDIANO. «Anche a me è capitata questa terribile esperienza, so cosa si prova. L’unica è barricarsi in casa e dotarsi di tutti gli strumenti di difesa passiva, perché altrimenti quando prendono di mira un’abitazione è finita». Fabio Ferrari, 55 anni, abita nella stessa via Monte Evangelo del castello di Torricella, in una villa a qualche metro di distanza.
Ha appreso dell’aggressione alla moglie di Pelloni, dove va ogni tanto a prendere il caffè, solo nella tarda mattinata di ieri. «Nella notte non abbiamo sentito assolutamente nulla. Del resto questa è una zona che si presta: villette distanti, circondate dal verde. Ormai in zona abbiamo “dato” tutti».
Ferrari è stato protagonista suo malgrado di una rapina con sequestro di persona simile a quella verificati ai danni della signora Toscano Cugini. «Era il 1995. Tre italiani, travisati e armati, hanno fatto irruzione in casa nostra, hanno imbavagliato mia moglie e le due bambine (all’epoca di 3 e 6 anni), si immagini lo spavento. Io sono stato portato in giro sotto la minaccia di un’arma per più di un’ora: frugavano nelle stanze e nel garage, chiedevano di casseforti, ma già allora non tenevamo soldi e gioielli in casa, c’era un’unica cassaforte, per di più aperta. Facevano richieste assurde». Sono stati attimi di terrore che Ferrari ricorda bene.
«Quando, rivolto a mia moglie e alle bimbe, ho detto ai malviventi “non toccatele”, il capo con accento meridionale ha risposto: “le donne e le bimbe non si toccano, noi vogliamo le cose di valore, tu daccele e ce ne andiamo senza far del male a nessuno”. In fondo aveva una sua etica». In quel raid, a fronte di una grande paura, il bottino fu misero.
«Invece l’anno dopo, nel 1996, i ladri sono tornati a casa mia e di fianco, dai miei genitori. E lì hanno preso di tutto: Rolex, soprammobili, argenteria, gli Swatch. Tutto buttato sulle lenzuole e portato via. Ci hanno ripulito la casa». Una escalation che si è arrestata quando Ferrari ha cominciato a dotarsi di impianti di difesa. «I ladri hanno ritentato due o tre anni fa: hanno trapanato il cilindretto della porta di legno esterna ma poi, trovando le inferriate, hanno desistito. Ora abbiamo allarmi, telecamere, inferriate; adesso stiamo montando anche i faretti nei giardini e nel parco. E’ l’unico modo per difendersi». (am.p.)
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