«A Reggio Emilia il reparto Mobile»
Il questore spiega l’arrivo da Bologna della forza speciale impegnata nel quartiere
REGGIO EMILIA. Da qualche giorno stiamo utilizzando il reparto Mobile come rinforzo in zona stazione, per incrementare la sicurezza del quartiere». A confermarlo è lo stesso questore di Reggio Emilia, Isabella Fusiello, che ha deciso di prendere questo provvedimento visto il recente incremento dei fenomeni malavitosi fra piazzale Europa e via Turri. Risse, bottigliate, accoltellamenti e liti fra africani che si sta cercando di arginare con ogni mezzo.
«L’impiego di questo reparto specializzato – prosegue il questore – è stato chiesto vista l’alta concentrazione in quella zona di cittadini nigeriani che delinquono. E, quando ci sono momenti di particolare criticità, è il reparto Mobile che viene utilizzata. Si tratta di dieci agenti provenienti da Bologna che sono stati impiegati in stazione già da lunedì scorso e resteranno in città almeno per un’altra settimana, se nel frattempo non sopraggiungono esigenze particolari da altre zone del Paese».
I servizi in cui vengono impiegati, prosegue la Fusiello, sono strutturati nel seguente modo: «Tutte le sere dalle 19 circa fino almeno a mezzanotte pattugliano e sorvegliano piazzale Marconi e tutta la zona della stazione. Sono più preparati, specializzati in situazioni simili e i risultati si vedono. Gli stranieri che hanno qualcosa da nascondere quando ci vedono ormai scappano via subito e infatti, se passa verso le 22 nel quartiere, non vede più nessuno. Certo noi abbiamo anche il reparto Prevenzione Crimine che è deputato per situazioni simili ma viene impiegato anche in altre zone della città e questi agenti provenienti da Bologna sono molto più specializzati».
Il reparto inviato dal capoluogo dalla polizia di Stato, spesso genericamente identificato come celere, è lo stesso utilizzato, per capirci, per mantenere la sicurezza durante le partite di calcio. Si tratta di reparti della polizia di Stato altamente specializzati, con carattere e formazione fortemente militare, utilizzati come risorsa di pronto impiego per la tutela dell’ordine pubblico e per l’intervento nelle zone colpite da eventi calamitosi.
Come equipaggiamento per l’ordine pubblico il personale è dotato di casco azzurro “u-bott”, sfollagente, parastinchi, corpetto protettivo, guanti rinforzati, fondina chiusa per Beretta 92, maschera antigas e scudo antisommossa. È inoltre dotato di lancia lacrimogeni GL 40/90. I reparti inoltre sono dotati in particolare di furgonati e fuoristrada blindati oltre alle normali vetture di pattuglia o mezzi speciali per l’ordine pubblico come l’Autoblindo Fiat 6614 anfibio corazzato (Vtc) e i camion Iveco per il trasporto e per l’utilizzo di idranti contro la folla. Anche se di idranti e lanciagranate, per fortuna, per ora non c’è stato bisogno, il reparto mobile sta aiutando la polizia reggiana nel rafforzamento dei controlli in stazione.
La squadra di dieci agenti, prosegue la Fusiello, «è dotata di due mezzi e ci sta dando un grande supporto. Ma, quando se ne andrà, rassicuro i cittadini sul fatto che non molleremo la presa e continueremo a sorvegliare e pattugliare con assiduità il quartiere finché l’attuale situazione di criticità non sarà risolta». Certo l’ideale per Reggio Emilia, come tra l’altro richiesto più volte dai sindacati di polizia, sarebbe stato un aumento definitivo dell’organico. Smentito però dallo stesso Franco Gabrielli durante la sua ultima visita in città.
A generare l’incremento di delinquenza e risse, tuttavia, sarebbe una situazione indipendente da quanti uomini le forze di polizia sono in grado di schierare. «Il problema – conclude il questore – non è avere più o meno poliziotti purtroppo. Il problema è che ci sono degli stranieri coinvolti in fatti criminali che non si possono espellere. Si tratta dei richiedenti asilo, fino a che non sono concluse le procedure di concessione o meno dello status di rifugiato sono inespellibili. E considerate che ci vogliono due anni, anche tre o quattro se il soggetto fa ricorso dopo una bocciatura della sua richiesta». (l.g.)
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