Le Cicogne e la Lega «Portate in montagna le mamme reggiane»
Castelnovo, sì dei comitati all’odg presentato da Delmonte «Dirottate al Sant’Anna i parti di Scandiano e Montecchio»
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CASTELNOVO MONTI. Nuovo intervento del comitato Insieme per il Sant'Anna e di Salviamo le Cicogne sulla situazione della sanità reggiana e dell'Appennino in particolare. I due comitati accolgono come un segnale positivo l'approvazione dell'ordine del giorno, collegato al Piano socio sanitario, presentato da Gabriele Delmonte, vicecapogruppo della Lega Nord in Via Aldo Moro e sottoscritto anche dai consiglieri regionali Yuri Torri, Silvia Prodi e Roberta Mori.
«Un documento nel quale – spiegano i comitati – si afferma un principio importantissimo: la Regione, considerando che il personale dei vari punti nascite è lo stesso che ruota sui vari reparti di ginecologia, considera sicuro anche il punto nascita di Castelnovo Monti e si impegna a comunicare alle partorienti dei distretti dove viene effettuata la sospensione estiva questo servizio fondamentale, di potersi recare sia a Montecchio, sia a Scandiano, sia al Sant’Anna».
Concludono i comitati: «È questo un passo avanti della Regione che ha ritenuto evidentemente valida l'argomentazione che la sicurezza la fanno gli operatori e non i muri. Ringraziamo e sottolineiamo che la parte pediatrica e neonatale, anche in carenza di organico nei singoli presidi, attraverso la nuova organizzazione e gli aspetti già presenti al Sant’Anna di Castelnovo, può essere risolvibile. Ribadiamo altresì la totale contrarietà alla chiusura per ferie dei punti nascite di Scandiano, Montecchio e Castelnovo».
Secondo Delmonte le chiusure estive dei punti nascita possono rappresentare un’opportunità per superare la carenza di nascite nell’ospedale montano.
«Considerato che a detta della commissione nascite regionale e dei tecnici dell’Ausl – spiega il vicecapogruppo del Carroccio in Regione –, le ragioni di un’eventuale mancanza di sicurezza del punto di Castelnovo Monti sarebbe causata dal mancato raggiungimento di un numero adeguato di parti in un anno (individuato dalla Conferenza Stato-Regioni nel 2010 in 500) durante il periodo previsto per la chiusura alternata dei punti nascite di Montecchio e Scandiano, si potrebbero informare e indirizzare le partorienti dei due comprensori verso quello di Castelnovo Monti, in modo tale da non sovraccaricare il Santa Maria Nuova, garantendo al contempo la piena disponibilità per gli operatori nel reparto appenninico».
«Per questo – sottolinea il consigliere leghista – ho presentato un documento che impegnala giunta e il presidente a richiedere all’Ausl di Reggio Emilia l’avviamento di un’informativa verso tutte le partorienti dei comprensori di Montecchio e Scandiano riguardante la possibilità, durante il periodo di chiusura estiva degli stessi, di concludere il percorso del parto nel punto nascite di Castelnovo Monti, nel pieno rispetto dei termini di sicurezza e operatività».
Insomma l’obiettivo dell’esponente leghista è quello di trasformare in un’occasione la decisione presa alla fine del mese di giugno dall’Ausl di Reggio Emilia. La direzione aziendale ha stabilito la chiusura temporanea per un mese dei punti nascita degli ospedali di Montecchio, Scandiano e Castelnovo Monti.
Il primo punto nascite a chiudere per ferie sarà quello dell’ospedale di Montecchio, innanzitutto per la carenza di organico di medici ginecologi, aggravata dall’assenza del direttore, del vice direttore e di un medico esperto in uro-ginecologia, poi per la carenza di pediatri, che attualmente sono rimasti solo in due.
Il secondo punto nascite a chiudere temporaneamente sarà quello di Scandiano, mentre quello di Castelnovo si fermerà per ultimo nel periodo compreso fra il 16 settembre ed il 15 ottobre. Questa situazione contingente di improvvisa e persistente carenza di specialisti in ostetricia, ginecologia e pediatria (tale da precludere la possibilità di assicurare piena continuità operativa delle strutture nel corso dei mesi estivi), può dunque essere secondo Delmonte un’opportunità: a patto che le partorienti di Scandiano e Montecchio siano indirizzate verso l’ospedale di montagna.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Un documento nel quale – spiegano i comitati – si afferma un principio importantissimo: la Regione, considerando che il personale dei vari punti nascite è lo stesso che ruota sui vari reparti di ginecologia, considera sicuro anche il punto nascita di Castelnovo Monti e si impegna a comunicare alle partorienti dei distretti dove viene effettuata la sospensione estiva questo servizio fondamentale, di potersi recare sia a Montecchio, sia a Scandiano, sia al Sant’Anna».
Concludono i comitati: «È questo un passo avanti della Regione che ha ritenuto evidentemente valida l'argomentazione che la sicurezza la fanno gli operatori e non i muri. Ringraziamo e sottolineiamo che la parte pediatrica e neonatale, anche in carenza di organico nei singoli presidi, attraverso la nuova organizzazione e gli aspetti già presenti al Sant’Anna di Castelnovo, può essere risolvibile. Ribadiamo altresì la totale contrarietà alla chiusura per ferie dei punti nascite di Scandiano, Montecchio e Castelnovo».
Secondo Delmonte le chiusure estive dei punti nascita possono rappresentare un’opportunità per superare la carenza di nascite nell’ospedale montano.
«Considerato che a detta della commissione nascite regionale e dei tecnici dell’Ausl – spiega il vicecapogruppo del Carroccio in Regione –, le ragioni di un’eventuale mancanza di sicurezza del punto di Castelnovo Monti sarebbe causata dal mancato raggiungimento di un numero adeguato di parti in un anno (individuato dalla Conferenza Stato-Regioni nel 2010 in 500) durante il periodo previsto per la chiusura alternata dei punti nascite di Montecchio e Scandiano, si potrebbero informare e indirizzare le partorienti dei due comprensori verso quello di Castelnovo Monti, in modo tale da non sovraccaricare il Santa Maria Nuova, garantendo al contempo la piena disponibilità per gli operatori nel reparto appenninico».
«Per questo – sottolinea il consigliere leghista – ho presentato un documento che impegnala giunta e il presidente a richiedere all’Ausl di Reggio Emilia l’avviamento di un’informativa verso tutte le partorienti dei comprensori di Montecchio e Scandiano riguardante la possibilità, durante il periodo di chiusura estiva degli stessi, di concludere il percorso del parto nel punto nascite di Castelnovo Monti, nel pieno rispetto dei termini di sicurezza e operatività».
Insomma l’obiettivo dell’esponente leghista è quello di trasformare in un’occasione la decisione presa alla fine del mese di giugno dall’Ausl di Reggio Emilia. La direzione aziendale ha stabilito la chiusura temporanea per un mese dei punti nascita degli ospedali di Montecchio, Scandiano e Castelnovo Monti.
Il primo punto nascite a chiudere per ferie sarà quello dell’ospedale di Montecchio, innanzitutto per la carenza di organico di medici ginecologi, aggravata dall’assenza del direttore, del vice direttore e di un medico esperto in uro-ginecologia, poi per la carenza di pediatri, che attualmente sono rimasti solo in due.
Il secondo punto nascite a chiudere temporaneamente sarà quello di Scandiano, mentre quello di Castelnovo si fermerà per ultimo nel periodo compreso fra il 16 settembre ed il 15 ottobre. Questa situazione contingente di improvvisa e persistente carenza di specialisti in ostetricia, ginecologia e pediatria (tale da precludere la possibilità di assicurare piena continuità operativa delle strutture nel corso dei mesi estivi), può dunque essere secondo Delmonte un’opportunità: a patto che le partorienti di Scandiano e Montecchio siano indirizzate verso l’ospedale di montagna.
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