Terex, i lavoratori tornano a scioperare
Ieri giornata di mobilitazione. I sindacati: «Per Konecranes non ci sono prospettive produttive, a rischio 150 dipendenti»
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BRESCELLO . Giornata di sciopero ieri all’ex stabilimento Terex di Lentigione, da gennaio di proprietà della multinazionale filandese Konecranes. La mobilitazione – proseguita per tutta la giornata – è stata decisa e votata dall’assemblea dei lavoratori insieme a Fiom Cgil, Uilm Uil e Ugl dopo «la posizione di chiusura» assunta dalla multinazionale nell’incontro svoltosi all’assessorato regionale Attività produttive.
«Dopo tre mesi di incontri tecnici sul futuro dello stabilimento, susseguenti al confronto che da febbraio ad aprile si è svolto in Unindustria Reggio Emilia, e nonostante una serie di proposte da parte delle organizzazioni sindacali e della Rsu che consentivano una riduzione delle perdite di esercizio superiori al 50%, Konecranes ha dichiarato che non esiste una possibilità di prospettiva produttiva per lo stabilimento di Lentigione – fanno sapere i sindacati – Ciò significa la perdita del posto di lavoro per 150 lavoratrici e lavoratori. Nonostante le ripetute richieste di ulteriore approfondimento e di confronto per individuare altre attività da internalizzare, sollecitate anche dalla Regione, per consentire un raggiungimento di risultato economico positivo, Konecranes non ha modificato la propria posizione».
L’assemblea dei lavoratori ha dato mandato alle organizzazioni sindacali e alla Rsu di programmare iniziative di protesta e di dare ampia informazione su quello che considerano «il pesantissimo impatto sociale che si creerebbe in un’area del territorio reggiano già colpita duramente dalla crisi in questi ultimi anni»: «Il Tavolo istituzionale regionale ha chiesto la convocazione delle parti al ministero dello Sviluppo economico per cercare una soluzione che consenta la salvaguardia del sito produttivo e dell’occupazione».
«Dopo tre mesi di incontri tecnici sul futuro dello stabilimento, susseguenti al confronto che da febbraio ad aprile si è svolto in Unindustria Reggio Emilia, e nonostante una serie di proposte da parte delle organizzazioni sindacali e della Rsu che consentivano una riduzione delle perdite di esercizio superiori al 50%, Konecranes ha dichiarato che non esiste una possibilità di prospettiva produttiva per lo stabilimento di Lentigione – fanno sapere i sindacati – Ciò significa la perdita del posto di lavoro per 150 lavoratrici e lavoratori. Nonostante le ripetute richieste di ulteriore approfondimento e di confronto per individuare altre attività da internalizzare, sollecitate anche dalla Regione, per consentire un raggiungimento di risultato economico positivo, Konecranes non ha modificato la propria posizione».
L’assemblea dei lavoratori ha dato mandato alle organizzazioni sindacali e alla Rsu di programmare iniziative di protesta e di dare ampia informazione su quello che considerano «il pesantissimo impatto sociale che si creerebbe in un’area del territorio reggiano già colpita duramente dalla crisi in questi ultimi anni»: «Il Tavolo istituzionale regionale ha chiesto la convocazione delle parti al ministero dello Sviluppo economico per cercare una soluzione che consenta la salvaguardia del sito produttivo e dell’occupazione».
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