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Tremila stranieri in meno in tre anni

Tremila stranieri in meno in tre anni

Dopo anni in cui nel nostro territorio l’arrivo di manodopera da fuori Italia era più che consistente, nell’ultimo triennio le presenze straniere sono calate su base comunale di 3mila unità e su base...

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Dopo anni in cui nel nostro territorio l’arrivo di manodopera da fuori Italia era più che consistente, nell’ultimo triennio le presenze straniere sono calate su base comunale di 3mila unità e su base provinciale di 6mila. Siamo la città e la provincia in cui la concentrazione media di richiedenti asilo per struttura è la più bassa del Paese: sei per struttura, mentre in molte province dell’Emilia-Romagna questo dato sale a 20. Su base provinciale, poi, l'incidenza dei migranti a Reggio Emilia è calata percentualmente in modo considerevole rispetto al resto della provincia, stando ai dati di dodici mesi or sono. Prima si era oltre il 70%, ora siamo scesi al 55%. Che gli stranieri siano calati in città, in effetti, è confermato anche dai dati ufficiali aggiornati a fine 2016. Attualmente sul territorio comunale risiedono 28.250 cittadini provenienti da altri Paesi, principalmente dall’Albania, dalla Cina, dal Marocco, dalla Romania e dall’Ucraina. Rappresentano il 16,5% degli abitanti di Reggio Emilia e, contrariamente alla percezione più diffusa, vengono principalmente dall’est Europa. La Nigeria occupa l’ottavo posto in classifica, il Senegal il sedicesimo. Questa percentuale, però, fino a poco tempo fa era più alta. Dal 2000 al 2012 si è passati dall’11,9% al 18,4% di stranieri residenti. Poi con l’arrivo della crisi, il crollo dell’edilizia e le difficoltà delle cooperative è cominciato un inesorabile decremento tutt’ora in corso. Questi dati, chiaramente, non tengono conto dei clandestini, degli affitti in nero e degli abusivi in generale, che ovviamente non compaiono delle statistiche e che sono al centro delle critiche rivolte da più parti all’amministrazione. Nel frattempo, a livello globale, l’emergenza immigrazione continua.

Nei primi sei mesi di quest’anno infatti i migranti sbarcati sulle coste italiane sono il 14% in più dello stesso periodo dei passati 12 mesi. È quanto emerge dai dati del ministero dell’Interno, che mostrano come dal primo gennaio al 27 giugno scorso i profughi sbarcati sono in tutto 73.380, contro i 64.133 del 2016. L’analisi degli ultimi giorni del periodo evidenzia come il 18 giugno siano sbarcati 1.342 migranti, il 19 giugno 2.584, il 20 giugno 495, il 21 giugno 511, il 22 giugno 53, il 23 giugno nessuno, il 24 giugno 189, il 25 giugno 667 e il 26 giugno 202: l’anno scorso non c’era stato invece nessun migrante sbarcato tra il 18 e il 21 giugno. La percentuale di distribuzione nelle regioni italiane vede al primo posto la Lombardia con il 13%. Seguono Lazio e Campania con il 9%. Quindi Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna con l’8% e via a scendere. Infine, i porti più interessati dagli sbarchi quest’anno sono Augusta (con 12.288), Catania (8.830), Pozzallo (7.161), Reggio Calabria (5.606) e Lampedusa (5.048).

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