Un altro sciopero alla Padana Tubi ieri per i 350 addetti
di Andrea Vaccari
Guastalla, trovato l’accordo solo sulle telecamere interne È scontro sulle retribuzioni. Fiom: «Prosegue l’agitazione»
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GUASTALLA. Prosegue il braccio di ferro alla Padana Tubi. Anche per tutta la giornata di ieri gran parte dei lavoratori (oltre 350 in totale) hanno incrociato le braccia nei due stabilimenti di via Portamurata e del Roncaglio.
Così come in occasione dello sciopero della scorsa settimana, i lavoratori sono rimasti all’esterno dell’azienda bloccando il transito dei Tir, con numerosi camion provenienti da Italia ed estero che non sono stati caricati. Le trattative in questi giorni sono proseguite, ma le parti hanno trovato l’intesa soltanto su un punto: quello della videosorveglianza.
«Su questo aspetto – spiega Emiliano Borciani, delegato Fiom che segue la trattativa – l’azienda ha redatto un testo che abbiamo condiviso. Ma sull’aspetto salariale c’è ancora molta distanza: le richieste che abbiamo formulato non sono state accettate. Eppure noi riteniamo che queste siano in linea con i bilanci dell’azienda: negli esercizi 2015 e 2016 la Padana Tubi ha registrato incrementi di utile rispettivamente di 38 e 62 milioni di euro. Continueremo con gli scioperi nei prossimi giorni, in base a quanto deciderà la Rsu».
Lo stato di agitazione dovrebbe proseguire anche la prossima settimana: delle 40 ore di sciopero proclamate, al momento, ne sono state utilizzate solo 16.
A fronte della protesta dei lavoratori, l’azienda ha voluto replicare sottolineando la propria posizione e lanciando ai lavoratori l’accusa di non accontentarsi. «Nella giornata di martedì scorso abbiamo nuovamente incontrato le Rsu in merito alla trattativa in corso – spiega Fulvio Frigeri della direzione aziendale –. Dopo questo incontro, Padana Tubi ha concesso nuovi e importanti aumenti alla già consistente proposta in essere. Nonostante ciò, constatiamo che da parte sindacale non c’è stato nessun avvicinamento, neppure di un euro, rispetto alle posizioni ferme da tempo. Anzi, per quanto possibile e contrariamente ad un principio di mediazione, c’è stato un allontanarsi, a fronte di somme e diritti maggiori, ridiscutendo anche parti assodate. Inoltre – aggiunge Frigeri – è stata anzitempo esposta ai lavoratori una proposta che non corrisponde con quella inviata al sindacato. Emerge così come non vi sia nessuna disponibilità, rispetto a proposte contenenti aumenti percentualmente indiscutibili».
«Non ci pare inutile sottolineare come Padana Tubi – conclude Frigeri per conto della direzione aziendale – sia ritenuta, per le sue politiche assuntive e retributive, ed ancor prima di questo ulteriore miglioramento proposto, una delle aziende più ambite della zona da numerosi lavoratori».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Così come in occasione dello sciopero della scorsa settimana, i lavoratori sono rimasti all’esterno dell’azienda bloccando il transito dei Tir, con numerosi camion provenienti da Italia ed estero che non sono stati caricati. Le trattative in questi giorni sono proseguite, ma le parti hanno trovato l’intesa soltanto su un punto: quello della videosorveglianza.
«Su questo aspetto – spiega Emiliano Borciani, delegato Fiom che segue la trattativa – l’azienda ha redatto un testo che abbiamo condiviso. Ma sull’aspetto salariale c’è ancora molta distanza: le richieste che abbiamo formulato non sono state accettate. Eppure noi riteniamo che queste siano in linea con i bilanci dell’azienda: negli esercizi 2015 e 2016 la Padana Tubi ha registrato incrementi di utile rispettivamente di 38 e 62 milioni di euro. Continueremo con gli scioperi nei prossimi giorni, in base a quanto deciderà la Rsu».
Lo stato di agitazione dovrebbe proseguire anche la prossima settimana: delle 40 ore di sciopero proclamate, al momento, ne sono state utilizzate solo 16.
A fronte della protesta dei lavoratori, l’azienda ha voluto replicare sottolineando la propria posizione e lanciando ai lavoratori l’accusa di non accontentarsi. «Nella giornata di martedì scorso abbiamo nuovamente incontrato le Rsu in merito alla trattativa in corso – spiega Fulvio Frigeri della direzione aziendale –. Dopo questo incontro, Padana Tubi ha concesso nuovi e importanti aumenti alla già consistente proposta in essere. Nonostante ciò, constatiamo che da parte sindacale non c’è stato nessun avvicinamento, neppure di un euro, rispetto alle posizioni ferme da tempo. Anzi, per quanto possibile e contrariamente ad un principio di mediazione, c’è stato un allontanarsi, a fronte di somme e diritti maggiori, ridiscutendo anche parti assodate. Inoltre – aggiunge Frigeri – è stata anzitempo esposta ai lavoratori una proposta che non corrisponde con quella inviata al sindacato. Emerge così come non vi sia nessuna disponibilità, rispetto a proposte contenenti aumenti percentualmente indiscutibili».
«Non ci pare inutile sottolineare come Padana Tubi – conclude Frigeri per conto della direzione aziendale – sia ritenuta, per le sue politiche assuntive e retributive, ed ancor prima di questo ulteriore miglioramento proposto, una delle aziende più ambite della zona da numerosi lavoratori».
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