Dopo due mesi la Sputnik torna a Brescello
La storica campana torna al proprio posto in via Giglioli finiti i controlli sul travetto che la regge
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BRESCELLO. È durato poco meno di due mesi l’“esilio” della Sputnik, la celebre campana da anni sotto ai portici di via Giglioli. Ieri mattina gli operai del Comune hanno provveduto a rimontarla dopo che la commissione prefettizia aveva deciso di svolgere alcuni controlli sul travetto che da anni la tiene sospesa da terra. Secondo i commissari i controlli si sono resi necessari poiché è emerso che la campana, per il tipo di travetto che la reggeva, aveva un peso troppo elevato (di circa una decina di chili). In circa trent’anni non si è mai verificato alcun tipo di incidente, ma visto il gran numero di turisti che ogni settimana giungono a Brescello e visto che non esiste alcun tipo di documentazione che attesti una manutenzione in tutti questi anni, i commissari hanno optato per la prudenza.
Ieri, davanti agli occhi di alcuni curiosi, la campana è ritornata al suo posto, pronta per essere di nuovo al centro di tante foto ricordo.
La storia della "Sputnik" risale a diversi anni fa. Da sempre è stata posizionata sotto ai portici di via Giglioli e nel 1986 stava per finire nel dimenticatoio quando venne dismesso il ricovero che si affacciava proprio sui portici. Grazie a Erminio Bertoli, storico calzolaio del paese, la campana non venne buttata e venne recuperata e restaurata da Carlo Formica, Marco Zanichelli e Sante Fiorini che circa un anno dopo, in compagnia di altri compaesani, la riposizionarono nuova in via Giglioli. Nel 2002 la campana venne colorata di una tonalità cioccolato, che non venne gradita, tanto che nella notte di Ferragosto qualcuno manifestò il proprio dissenso con un imbrattamento. Questa volta del restauro si occupò il professor Marco Cagnolati. Nelle scorse settimane, sulle colonne del porticato, era anche comparso un cartello goliardico che recitava «Chi ha rubato la campana?». (a.v.)
Ieri, davanti agli occhi di alcuni curiosi, la campana è ritornata al suo posto, pronta per essere di nuovo al centro di tante foto ricordo.
La storia della "Sputnik" risale a diversi anni fa. Da sempre è stata posizionata sotto ai portici di via Giglioli e nel 1986 stava per finire nel dimenticatoio quando venne dismesso il ricovero che si affacciava proprio sui portici. Grazie a Erminio Bertoli, storico calzolaio del paese, la campana non venne buttata e venne recuperata e restaurata da Carlo Formica, Marco Zanichelli e Sante Fiorini che circa un anno dopo, in compagnia di altri compaesani, la riposizionarono nuova in via Giglioli. Nel 2002 la campana venne colorata di una tonalità cioccolato, che non venne gradita, tanto che nella notte di Ferragosto qualcuno manifestò il proprio dissenso con un imbrattamento. Questa volta del restauro si occupò il professor Marco Cagnolati. Nelle scorse settimane, sulle colonne del porticato, era anche comparso un cartello goliardico che recitava «Chi ha rubato la campana?». (a.v.)
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