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«Non è una tassa En.Cor nascosta»

«Non è una tassa En.Cor nascosta»

Correggio, il sindaco Ilenia Malavasi sulle accuse: «I soldi non vanno solo a noi»

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CORREGGIO. Più gli automobilisti sono indisciplinati, più le casse dei Comuni li ringraziano. Gli autovelox possono essere un vaso di Pandora per le casse, sempre vuote, delle amministrazioni locali. E nel caso di Correggio lo sono potenzialmente di più, visto i debiti causati dal crac dell’En.Cor, l’ex municipalizzata fallita. Ma Ilenia Malavasi nega un collegamento tra l’installazione dell’autovelox a Budrio e i debiti dell’amministrazione. «Magari – ironizza il sindaco –. Se incassasse il Comune, potrei pagare più di un mutuo».

I cittadini multati parlano di «tassa En.Cor», ma Ilenia Malavasi spiega che «ai Comuni resta ben poco. Anzitutto perché metà dei soldi vanno alla Provincia. Poi perché vanno ripartiti tra tutte le amministrazioni dell’Unione, anche se in modo proporzionale. Infine, perché i soldi sono vincolati dalla legge e circa la metà devono essere spesi per la viabilità».

Il sindaco di Correggio fa notare invece come «il controllo di velocità a Budrio rappresenti una sicurezza per i cittadini. In particolare per chi vive nella frazione, dove le case si affacciano direttamente sulla strada provinciale».

«L’autovelox ha soprattutto una funzione educativa e di prevenzione degli incidenti – dichiara la Malavasi –. Se insegniamo ai bambini l’educazione stradale, dobbiamo far rispettare il codice della strada agli adulti. E i dati dei giorni di test dimostrano che prevenire funziona: all’inizio di maggio, con i controlli installati ma non ancora attivi, le infrazioni erano mille al giorno, col passare dei giorni sono scese a circa 400. In pochi giorni sono quindi diminuite del 60%».(g.b.)

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