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Profughi, a Bagno il presidio di protesta

Profughi, a Bagno il presidio di protesta

La manifestazione organizzata da alcuni residenti e supportata dalla Lega contro gli arrivi

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REGGIO EMILIA. «Se i profughi verranno alle ex cantine di Villa Bagno sarà pericoloso anche per loro». Davanti al luogo partecipano decine e decine di residenti al presidio da loro organizzato contro l’arrivo di richiedenti asilo nella zona.

L’operazione è stata rinviata nei giorni scorsi dalla Prefettura, ma l’apprensione tra diversi abitanti resta. «Ospitare ragazzi in una struttura destinata alla demolizione non è integrazione. – esclama Maurizio Panciroli, residente poco distante dal luogo – A Villa Bagno siamo lontani da tutto, non ci sono servizi di autobus. Stare alle ex cantine è pericoloso anche per loro».

«L’edificio è abbandonato da oltre vent’anni – aggiunge Domenico Bartoli, abitante in zona – e ne era stata autorizzata la demolizione. Hanno individuato la collocazione più fatiscente. Chiediamo scelte diverse per la nostra sicurezza e quella dei profughi. Non vorrei che succedesse qualcosa».

La manifestazione è supportata dalla Lega Nord. «I cittadini hanno saputo che sono stati scaricati 19 materassi – spiega Matteo Melato, commissario provinciale del Carroccio – e addirittura c’è chi parla di 26 arrivi. La confusione regna».

Le camice verdi hanno scelto di appoggiare la manifestazione e Melato pone nuove considerazioni: «Attorno allo stabile vi sono solo case e per spostarsi occorre fare parecchi chilometri per raggiungere la prima fermata di autobus. Chi sorveglierà queste persone? Come faranno ad integrarsi isolati nel nulla? Occorre sottolineare, inoltre, che Bagno fa parte di Reggio, dove i numeri sono già stati abbondantemente superati. I punti sono molteplici e io aiuterò questi cittadini ad avere risposte alle loro preoccupazioni fino a che non verrà trovata una soluzione alternativa».

Alternative che la Lega Nord continua a chiedere anche a livello nazionale. «In una situazione disperata per il nostro Paese sembra che ci sia qualcuno al governo che proprio non manda giù lo slogan “Aiutiamoli a casa loro” – afferma il segretario emiliano del Carroccio Gianluca Vinci – e anzi alza il tiro chiedendo a gran voce un’accoglienza di massa». Parole in risposta alle frasi dell’ex ministro dell’Integrazione, Cécile Kyenge, la quale ammonisce: «Basta con i muri, accogliamoli tutti».(g.f.)

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