Sinistra, prove d’unità Gli antirenziani ripartono da Reggio
Civati, Speranza e Fratoianni oggi ai Chiostri della Ghiara Gli scissionisti di Mdp lanciano il progetto “Insieme”
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REGGIO EMILIA. Prove generali di unità a sinistra. Sono quelle in programma questa mattina in occasione della giornata conclusiva di “Manifesto”, il titolo scelto per l’edizione 2017 del Politicamp di Possibile, ai chiostri della Ghiara. È qui che, a partire dalle 10, si troveranno Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, e Roberto Speranza, coordinatore Mdp, insieme ad altri esponenti del Brancaccio e dell’area che gravita intorno all’ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, pronti a tenere aperto un dialogo in funzione della nascita di una coalizione alternativa al Partito democratico, a livello nazionale alle prese con un’ondata di malcontenti rispetto alla linea dettata dal segretario, Matteo Renzi.
A chiudere la mattinata reggiana, alle 12, la relazione del segretario di Possibile, Pippo Civati, in ordine di tempo il primo dei fuoriusciti dal Pd, già dal 2015, all’indomani del suo voto contrario alla riforma della legge elettorale, in contrasto con la linea politica assunta dall’allora governo Renzi.
Un incontro, quello reggiano, che arriva proprio nel momento in cui le grandi manovre anche all’interno del Partito democratico sembrano non riuscire a porre un freno ad un’emorragia di mini-scissioni da parte di esponenti della minoranza, alimentate dal malessere espresso in più occasioni da padri nobili del Pd come Walter Veltroni e Romano Prodi. Quest’ultimo nei giorni scorsi non aveva esitato a dirsi disponibile «a spostare la tenda più lontano dal Pd», magari proprio per convergere verso le posizioni degli scissionisti Massimo D’Alema, Pierluigi Bersani e Vasco Errani.
E mentre secondo i rumors romani anche il ministro, Graziano Delrio, sembrerebbe cominciare a manifestare più di un dubbio sulla linea Renzi, i sostenitori emiliani di Andrea Orlando mercoledì scorso si sono ritrovati a Bologna nella sede Pd di via Rivani, dopo un incontro tra lo stesso il ministro di Grazia e Giustizia con Prodi e Pisapia. Una serata alla quale, in veste di relatrice, ha partecipato anche la consigliera regionale reggiana, Roberta Mori, coordinatrice regionale della mozione Orlando all’ultimo congresso, allontanando per ora i venti di una nuova scissione, ma non nascondendo malumori verso la linea renziana.
È in questo clima che Reggio si appresta a diventare oggi la capitale degli antirenziani. Ed è per questi motivi che l’appuntamento in programma ai Chiostri è visto con grande attenzione anche dal Coordinamento reggiano Mdp: «In queste settimane – fanno sapere – siamo impegnati nella costruzione di Insieme, il soggetto politico avviato con la manifestazione di piazza Santi Apostoli a Roma del primo luglio con Pisapia, Bersani e tanti altri. Siamo convinti che serva uno slancio di generosità per andare oltre i confini delle diverse sigle che rappresentano la sinistra e che, nella prospettiva di un progetto alternativo alle politiche del Pd, sia importante unire tutte le forze che hanno a cuore la presenza di un centrosinistra capace di restituire un significato in politica a concetti come solidarietà, eguaglianza, dignità del lavoro, tutela dell’ecosistema. Partiremo dalle forze che il primo luglio erano insieme a noi a Roma, Campo Progressista, Centro Democratico e Verdi, ma vorremmo che il ragionamento coinvolgesse le tante persone che hanno perso fiducia e desiderano essere parte di un progetto capace di guardare a sinistra».
Dal coordinamento aggiungono di ritenere «importante proseguire il dialogo con Possibile, Sinistra Italiana e con il movimento nato dal No al referendum costituzionale dello scorso dicembre. È evidente come alle prossime Politiche non possano concorrere sei sigle a sinistra del Pd. Qualsiasi aggregazione, tuttavia, non può essere solo un cartello “contro”, ma dev’essere una forza politica fondata su un’agenda chiara nei contenuti. Per questa ragione pensiamo che sia davvero positivo e apprezzabile il fatto che Possibile, con la manifestazione nazionale di Reggio Emilia, abbia voluto concludere la tre giorni invitando Speranza e Fratoianni». Per quanto riguarda Reggio, infine, «con assoluta trasparenza vogliamo dire che siamo disponibili a estendere i nostri gruppi nei consigli in cui siamo presenti a tutti coloro che non si riconoscono più nel Pd e sono pronti a costruire l’esperienza di Insieme. Ci stiamo riorganizzando perché il futuro di un campo politico così largo non può dipendere dal destino di un solo leader e non deve essere legato alle anticipazioni di qualche libercolo rancoroso da leggere sotto l’ombrellone». (e.spa.)
A chiudere la mattinata reggiana, alle 12, la relazione del segretario di Possibile, Pippo Civati, in ordine di tempo il primo dei fuoriusciti dal Pd, già dal 2015, all’indomani del suo voto contrario alla riforma della legge elettorale, in contrasto con la linea politica assunta dall’allora governo Renzi.
Un incontro, quello reggiano, che arriva proprio nel momento in cui le grandi manovre anche all’interno del Partito democratico sembrano non riuscire a porre un freno ad un’emorragia di mini-scissioni da parte di esponenti della minoranza, alimentate dal malessere espresso in più occasioni da padri nobili del Pd come Walter Veltroni e Romano Prodi. Quest’ultimo nei giorni scorsi non aveva esitato a dirsi disponibile «a spostare la tenda più lontano dal Pd», magari proprio per convergere verso le posizioni degli scissionisti Massimo D’Alema, Pierluigi Bersani e Vasco Errani.
E mentre secondo i rumors romani anche il ministro, Graziano Delrio, sembrerebbe cominciare a manifestare più di un dubbio sulla linea Renzi, i sostenitori emiliani di Andrea Orlando mercoledì scorso si sono ritrovati a Bologna nella sede Pd di via Rivani, dopo un incontro tra lo stesso il ministro di Grazia e Giustizia con Prodi e Pisapia. Una serata alla quale, in veste di relatrice, ha partecipato anche la consigliera regionale reggiana, Roberta Mori, coordinatrice regionale della mozione Orlando all’ultimo congresso, allontanando per ora i venti di una nuova scissione, ma non nascondendo malumori verso la linea renziana.
È in questo clima che Reggio si appresta a diventare oggi la capitale degli antirenziani. Ed è per questi motivi che l’appuntamento in programma ai Chiostri è visto con grande attenzione anche dal Coordinamento reggiano Mdp: «In queste settimane – fanno sapere – siamo impegnati nella costruzione di Insieme, il soggetto politico avviato con la manifestazione di piazza Santi Apostoli a Roma del primo luglio con Pisapia, Bersani e tanti altri. Siamo convinti che serva uno slancio di generosità per andare oltre i confini delle diverse sigle che rappresentano la sinistra e che, nella prospettiva di un progetto alternativo alle politiche del Pd, sia importante unire tutte le forze che hanno a cuore la presenza di un centrosinistra capace di restituire un significato in politica a concetti come solidarietà, eguaglianza, dignità del lavoro, tutela dell’ecosistema. Partiremo dalle forze che il primo luglio erano insieme a noi a Roma, Campo Progressista, Centro Democratico e Verdi, ma vorremmo che il ragionamento coinvolgesse le tante persone che hanno perso fiducia e desiderano essere parte di un progetto capace di guardare a sinistra».
Dal coordinamento aggiungono di ritenere «importante proseguire il dialogo con Possibile, Sinistra Italiana e con il movimento nato dal No al referendum costituzionale dello scorso dicembre. È evidente come alle prossime Politiche non possano concorrere sei sigle a sinistra del Pd. Qualsiasi aggregazione, tuttavia, non può essere solo un cartello “contro”, ma dev’essere una forza politica fondata su un’agenda chiara nei contenuti. Per questa ragione pensiamo che sia davvero positivo e apprezzabile il fatto che Possibile, con la manifestazione nazionale di Reggio Emilia, abbia voluto concludere la tre giorni invitando Speranza e Fratoianni». Per quanto riguarda Reggio, infine, «con assoluta trasparenza vogliamo dire che siamo disponibili a estendere i nostri gruppi nei consigli in cui siamo presenti a tutti coloro che non si riconoscono più nel Pd e sono pronti a costruire l’esperienza di Insieme. Ci stiamo riorganizzando perché il futuro di un campo politico così largo non può dipendere dal destino di un solo leader e non deve essere legato alle anticipazioni di qualche libercolo rancoroso da leggere sotto l’ombrellone». (e.spa.)
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