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Scomparso da tre giorni, trovato morto

di Ambra Prati
Scomparso da tre giorni, trovato morto

Il 64enne Yadre Kouraboure, padre di sei figli, era uscito di casa venerdì sera. Il suo corpo riemerso ieri dalle acque

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REGGIO EMILIA. Era scomparso da tre giorni: è stato rinvenuto, senza vita, in un canale di bonifica di via Caduti delle Reggiane, il rio che costeggia l’area del Campovolo. È morto così Yabre Kouraboure, 64 anni, originario del Burkina Faso, operaio, padre di sei figli e residente in città da oltre un decennio.

Dell’uomo si erano perse le tracce da venerdì sera, quando era uscito dalla sua abitazione, in via Mozart, dicendo ai familiari che sarebbe andato a fare un giro in centro in bicicletta, com’era sua abitudine. Non è più tornato. Il suo numero di cellulare, che i parenti hanno composto più volte, non dava risposte: era irraggiungibile.

Spiega un cugino, accorso da Forlì: «I familiari si sono subito preoccupati perché Yabre era un abitudinario. Anche quando usciva, alle 22 era sempre già a casa. Non era da lui fare tardi né sparire senza dare notizie. Abbiamo subito pensato ad una disgrazia: in questura, dove ci siamo recati il giorno dopo, ci hanno detto che occorre aspettare 48 ore prima di sporgere denuncia di scomparsa, perciò siamo andati stamattina a stilare la denuncia (ieri, ndr). Ma già sabato ci siamo recati in ospedale, per controllare se per caso fosse tra i ricoverati».

Una prima svolta alle ricerche c’è stata ieri mattina, alle 10, quando un passante ha trovato la bicicletta dell’uomo, una Bianchi, stesa a terra sulla sponda del canale di bonifica di via del Chionso, vicino alla rotonda che porta verso via Mozart. Proprio la strada che di solito percorreva Yabre. In fondo al canale c’è una chiusa, che viene aperta quando, come in questo periodo estivo, c’è bisogno di irrigare: perciò il canale era pieno d’acqua e profondo. E in caso di caduta a seguito di malore o incidente stradale, un malcapitato può annegare.

A quel punto è scattato il protocollo della ricerca persona: sul posto sono arrivate due squadre dei vigili del fuoco, una squadra di sommozzatori, un’altra di unità cinofile. Una quindicina di uomini per i pompieri, più diverse pattuglie della polizia. Mentre sulla riva si formava un nutrito gruppo di connazionali – compresi alcuni figli di Yabre – ad assistere, le operazioni sono proseguite per ore senza esito.

Alle 14 il triste ritrovamento: l’unità cinofila che batteva la sponda in via Caduti delle Reggiane, a fianco del Campovolo, ha fiutato qualcosa e, smuovendo il punto con un bastone, il cadavere è riaffiorato a due chilometri di distanza dal punto in cui era stata trovata la bicicletta, dove ancora erano in attesa una trentina di persone. Sul posto sono accorsi i figli, che erano stati accompagnati a casa in precedenza dai poliziotti, e la moglie, in lacrime. Sono state scene strazianti: i figli distrutti sono stati abbracciati dai connazionali, che facevano loro coraggio; la moglie, sorretta da un’amica, ha avvertito un mancamento ed è stata soccorsa sul posto da un’ambulanza della Croce rossa. Ha poi rifiutato il trasporto in ospedale, preferendo rimanere accanto al marito.

Il corpo è stato ricoperto da un lenzuolo bianco e uno dei figli ha eseguito il rito del riconoscimento. Nel frattempo la polizia ha fatto intervenire gli esperti della scientifica, per documentare il rinvenimento. Circa due ore dopo, terminate le pratiche di rito, il corpo è stato trasportato al cimitero di Coviolo, a disposizione del magistrato di turno che dovrà decidere se far eseguire l’autopsia. Esame autoptico che con tutta probabilità si farà, per accertare in quali condizioni di salute si trovava Yabre nel momento in cui è caduto nel canale. Al momento pare che il corpo non presenti segni di violenza, ma sul caso la questura ha aperto un’indagine: per ora non si può escludere nessuna ipotesi, dalla caduta accidentale alla bici urtata inavvertitamente da parte di un’auto di passaggio, fino al malore.

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