Cozzare contro la realtà
Cancellarlo? Segnalarlo? Bannarlo? No. Il commento del signor Roberto Mugnai di Cavezzo (Modena, Emilia Romagna, Italia, Europa, Mondo) è una notizia. E lo pubblichiamo perché fa riferimento alla morte per annegamento di Alì Hassnain, 12 anni di Luzzara, di origine pakistana. Mugnai ieri ha scritto sulla pagina Facebook della Gazzetta di Reggio: “Per fortuna che l anno trovato morto se no ci toccava mantenerlo”.
Abbiamo deciso di riproporre il commento. Perché è uno degli esempi più ricorrenti della disumanità che scorre nelle vene di questo mondo.
Siccome a me non piace giocare a nascondino ho scritto via Messanger al signor Mugnai. Niente risposte. Allora l’ho cercato sulle pagine bianche. Trovato.
Il 37enne, appena udito “giornale”, e sentito domandare “che ha scritto?”, “perché?”, ha dismesso tutta la iattanza che carbura troppi e tanti utenti dei social. Il leone da tastiera si rivela un uomo all’angolo.
Le sue risposte sono un sospiro, una deglutizione, uno spaesamento.
Il caso è il riverbero di tutti coloro che ciattano genericamente contro stranieri, neri, invasioni, le cosiddette risorse, scambiando la fine di esseri umani con la fine di un fenomeno migratorio. Scambiano le battute mortifere ad effetto per una hit di chi le digita più grosse.
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Poi, per loro, può subentrare qualcosa di imprevedibile: il cozzo contro la realtà. Il loro schianto sulla fisiologia del mondo vero. Cioè vita, emozioni normali, sofferenza, morte, verità, quelle cose immateriali che sono i sentimenti umani. In serata mi ha telefonato la madre di Roberto Mugnai, una donna gentile, e provata, per dire che il figlio chiede scusa a tutti e per comprendere le immense geometrie di Internet. Lei, che usa Facebook, ma soltanto per fare gli auguri alle amiche.
La lezione è chiara. Se scriviamo commenti sui social, ogni tanto (ma anche sempre) facciamolo con la ragione, il buon senso, noi che abbiamo il dono della parola.
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