il rogo in via calvi
Indagini chiuse sull’auto in fiamme
La procura ha spedito l’avviso all’ex fidanzato della proprietaria
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REGGIO EMILIA. Sono state chiuse le indagini sul 35enne Silvano Vecchi, indagato insieme all’amico Stefano Lansi (33 anni) per l’incendio doloso dell’auto dell’ex fidanzata dello stesso Vecchi, rogo che avvenne la sera del 24 giugno 2016 alle 22.30 in via Calvi. La Peugeot 307 della donna andò completamente distrutta e venne trovata una tanica di benzina.
Il pm Stefania Pigozzi – titolare dell’inchiesta – aveva iscritto nel registro degli indagati non solo Silvano Vecchi, ma anche il suo amico Lansi, quest’ultimo finito già nei guai per l’incendio doloso al Gattaglio’s Pub del 22 settembre 2016.
Sull’incendio le indagini erano stati affidati alla squadra mobile di Reggio e gli inquirenti hanno in mano i filmati di due telecamere che si trovano nell’area in cui fu appiccato il rogo alla macchina. Secondo la procura quella sera il cellulare di Vecchi agganciò una cella vicina al luogo dell’incendio.
I due indagati sono difesi dall’avvocato Vainer Burani e negano coinvolgimenti in questa vicenda. Un’indagine chiusa in poco tempo, dopo una serie di accertamenti che dovranno ora essere valutati dal giudice.
L’incendio è avvenuto nella tarda serata di venerdì 24 giugno 2016, poco prima delle 23, quando la Peugeot 307 ha preso fuoco nel quartiere fieristico di Mancasale. Un incendio apparso subito come sospetto: l’automobile è risultata essere di proprietà di una donna di 35 anni che aveva pochi dubbi riguardo all'accaduto. La 35enne reggiana ritiene infatti che la macchina sia stata data alle fiamme dal suo ex fidanzato. Accanto all'automobile sul luogo dell'incendio è stata ritrovata una tanica di benzina: un dettaglio fondamentale nella ricostruzione della vicenda su cui ha indagato la questura, mentre per domare le fiamme, sono dovuti intervenire i vigili del fuoco.
Ora si apre un doppio binario sulla vicenda: il giudice potrebbe archiviare o rinviare a giudizio gli indagati dando così il via al processo. (e.l.t.)
Il pm Stefania Pigozzi – titolare dell’inchiesta – aveva iscritto nel registro degli indagati non solo Silvano Vecchi, ma anche il suo amico Lansi, quest’ultimo finito già nei guai per l’incendio doloso al Gattaglio’s Pub del 22 settembre 2016.
Sull’incendio le indagini erano stati affidati alla squadra mobile di Reggio e gli inquirenti hanno in mano i filmati di due telecamere che si trovano nell’area in cui fu appiccato il rogo alla macchina. Secondo la procura quella sera il cellulare di Vecchi agganciò una cella vicina al luogo dell’incendio.
I due indagati sono difesi dall’avvocato Vainer Burani e negano coinvolgimenti in questa vicenda. Un’indagine chiusa in poco tempo, dopo una serie di accertamenti che dovranno ora essere valutati dal giudice.
L’incendio è avvenuto nella tarda serata di venerdì 24 giugno 2016, poco prima delle 23, quando la Peugeot 307 ha preso fuoco nel quartiere fieristico di Mancasale. Un incendio apparso subito come sospetto: l’automobile è risultata essere di proprietà di una donna di 35 anni che aveva pochi dubbi riguardo all'accaduto. La 35enne reggiana ritiene infatti che la macchina sia stata data alle fiamme dal suo ex fidanzato. Accanto all'automobile sul luogo dell'incendio è stata ritrovata una tanica di benzina: un dettaglio fondamentale nella ricostruzione della vicenda su cui ha indagato la questura, mentre per domare le fiamme, sono dovuti intervenire i vigili del fuoco.
Ora si apre un doppio binario sulla vicenda: il giudice potrebbe archiviare o rinviare a giudizio gli indagati dando così il via al processo. (e.l.t.)
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