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Inquinamento da ozono L’aria di Reggio è a rischio

Inquinamento da ozono L’aria di Reggio è a rischio

Legambiente commenta i dati dell’Arpae: «Nel 2017 superati i limiti in 31 giorni» «È una sostanza inquinante che può causare problemi all’apparato respiratorio»

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REGGIO EMILIA. Un sedicesimo posto a livello di singoli comuni, con una medaglia di bronzo e un’altra di legno a livello provinciale. Se fosse una competizione sportiva si potrebbe dire che i risultati sono incoraggianti, ma queste sono le posizioni di una classifica sull’inquinamento che punta il dito sull’aria che si respira a Reggio Emilia.

Nel rapporto stilato da Legambiente Emilia-Romagna sono messe a confronto tutte le realtà comunali che hanno superato il limite degli sforamenti annuali di ozono.

Per Legambiente è un componente «meno noto dell’inquinamento invernale da polveri sottili, ma rappresenta un inquinante altrettanto pericoloso, che colpisce principalmente nei periodi di maggior intensità solare e di calore, facendo sfumare la speranza di una tregua per i nostri polmoni».

Per stilare la classifica Legambiente riprende i rilevamenti dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpae). I dati sono disponibili in tempo quasi reale (sono aggiornati alle 24 ore precedenti) e lasciano, in effetti, qualche motivo di preoccuparsi.

Analizziamo le cifre di domenica: Alla stazione di San Lazzaro si registra una concentrazione pari a 97 microgrammi per metro cubo (µg/m3) come media oraria massima e di 95µg/m3 come media sulle otto ore. Sotto la cartina c’è una legenda che indica i livelli di pericolosità, con colori simili a quelli di un semaforo. Nel caso specifico, l’indicazione è quella di un giallo, vale a dire oltre il livello verde (tutto bene) e poco prima del rosso (allarme). Il livello di soglia prima che il campanello suoni è stabilito a 120 µg/m3. Un livello che la nostra città ha superato già 31 volte quest’anno, con dati aggiornati all’altro ieri.

Tanto? In effetti sì, visto che gli sforamenti massimi consentiti sono 25, ma nel corso di un intero anno.

L’altro ieri, non vi sono stati altri superamenti del livello verde né per le polveri sottili e neppure per le altre sostanze (biossido d’azoto, benzene, monossido di carbonio, biossido di zolfo) esaminate quotidianamente da Arpae.

La stazione di San Lazzaro figura così al 16° posto in condivisione con quella di Remesina di Carpi (Modena). Risalendo la classifica, si conferma una “lotta” per il primato che si combatte da una sponda all’altra del Secchia. Al primo posto compare la stazione di Gavello di Mirandola (Modena) con 48 superamenti annui. Al secondo posto s’inserisce Parco Monte Cucco di Piacenza a quota 41. Terzo posto ex aequo per Castellarano e Guastalla con 40 sforamenti a testa. Al quinto posto, riecco Modena, con la stazione all’interno del Parco Ferrari, a pochi chilometri dalla Ghirlandina.

Cosa determinano concentrazioni di ozono in città? «È risaputo che l’esposizione a questo inquinante, anche a basse concentrazioni, sia causa di problemi ai tessuti dell’apparato respiratorio – aggiungono da Legambiente – provocando irritazione agli occhi e alla gola, tosse e riduzione della funzionalità polmonare, aggravando anche asma e altre patologie respiratorie nei soggetti più a rischio: in primis i bambini e gli anziani, seguiti dai soggetti sani che fanno attività all’aperto oltre che persone già affette da malattie polmonari».(g.f.)

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