Sguardi bassi e silenzio il dolore dei soccorritori
Vigili del fuoco e carabinieri provati dal tragico rinvenimento del ragazzino Un pompiere: «Mi sono messo nei panni dei genitori che speravano ancora»
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SUZZARA . Quando uno dei subacquei del Nucleo sommozzatori di Bologna ha trovato il corpo del ragazzo di 12 anni nella chiusa del canale di bonifica in via Fiocchetti, ad un chilometro e mezzo dal punto in cui è stata ipotizzata la sua caduta in acqua, gli sguardi dei vigili del fuoco di Suzzara si sono tutti abbassati verso terra, come in segno di raccoglimento.
Il maresciallo Antonio Scungio, comandante della stazione carabinieri di Suzzara, tra l'altro diventato da poco papà, si è messo le mani nei capelli e il collega, il brigadiere Giancarlo Baglivo, è rimasto senza parole. Per un attimo sulla zona è calato un grande silenzio, rotto solo dai passi di un vigile del fuoco, del Nucleo sommozzatori, che si è preoccupato di allontanare i presenti e prendere un telo dove poter custodire le spoglie di Hassnain Alì.
«Una tragedia – ha commentato Angelo Bufalo, caposquadra dei vigili del fuoco del distaccamento di Suzzara –. Mi sono subito messo nei panni di quel papà e di quella mamma che speravano ancora di poter riabbracciare il loro figlio; che speravano non fosse caduto nel canale ma che avesse fatto una “scappatella”, come succede a volte ai bambini che stanno per raggiungere l’età dell'adolescenza. E invece, purtroppo, dobbiamo raccontare un’altra storia. Il nostro, a volte, è un lavoro difficile perché spesso, vuoi per incidenti, disgrazie, infortuni, abbiamo a che fare con il dolore».
Sul posto, poco dopo sono arrivati anche gli addetti del Consorzio di bonifica “Terre dei Gonzaga in destra Po”, che hanno espletato alcune formalità con le forze dell’ordine, e i vigili del fuoco per l’individuazione del luogo da inserire nel fonogramma da inviare all’autrorità giudiziaria. (m.p.)
Il maresciallo Antonio Scungio, comandante della stazione carabinieri di Suzzara, tra l'altro diventato da poco papà, si è messo le mani nei capelli e il collega, il brigadiere Giancarlo Baglivo, è rimasto senza parole. Per un attimo sulla zona è calato un grande silenzio, rotto solo dai passi di un vigile del fuoco, del Nucleo sommozzatori, che si è preoccupato di allontanare i presenti e prendere un telo dove poter custodire le spoglie di Hassnain Alì.
«Una tragedia – ha commentato Angelo Bufalo, caposquadra dei vigili del fuoco del distaccamento di Suzzara –. Mi sono subito messo nei panni di quel papà e di quella mamma che speravano ancora di poter riabbracciare il loro figlio; che speravano non fosse caduto nel canale ma che avesse fatto una “scappatella”, come succede a volte ai bambini che stanno per raggiungere l’età dell'adolescenza. E invece, purtroppo, dobbiamo raccontare un’altra storia. Il nostro, a volte, è un lavoro difficile perché spesso, vuoi per incidenti, disgrazie, infortuni, abbiamo a che fare con il dolore».
Sul posto, poco dopo sono arrivati anche gli addetti del Consorzio di bonifica “Terre dei Gonzaga in destra Po”, che hanno espletato alcune formalità con le forze dell’ordine, e i vigili del fuoco per l’individuazione del luogo da inserire nel fonogramma da inviare all’autrorità giudiziaria. (m.p.)
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