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Si indaga contro ignoti per omicidio colposo

Si indaga contro ignoti per omicidio colposo

L’ipotesi è quella della disgrazia, ma la Procura apre il fascicolo per fare l’autopsia e fugare i dubbi

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REGGIO EMILIA. Sembrano esserci pochi dubbi che la morte del giovane Hassnain Ali, 12 anni di Luzzara, sia stata causata da una tragica fatalità. Una morte accidentale, dovuta alla caduta dentro il profondo canale della bonifica che ha inghiottito l’esile ragazzino strappandolo alla vita. Le prime informative descrivono questa realtà ma la Procura vuole fugare ogni dubbio. Ecco allora che già il sostituto procuratore Valentina Salvi aveva subito aperto una fascicolo per omicidio colposo contro ignoti. Questo permetterà alla collega, il sostituto procuratore Stefania Pigozzi verso la quale è stato dirottato il fascicolo, di poter disporre un’autopsia sul corpo del ragazzino. L’esame servirà per avvalorare la tesi delle indagini e poter affermare con precisione quando è morto Hassnain. La vicenda, infatti, è composta da tre fatti salienti. Il primo è la scomparsa sabato sera del ragazzino che si era allontanato in bici. Subito sono state avviate le ricerche che non hanno prodotto effetti in giornata. Poi la prima svolta: il ritrovamento della bicicletta avvenuto il giorno successivo. Un ritrovamento che ha aperto la pista dell’affogamento essendo la bici a pochi passi dal canale della bonifica, dentro al quale sono state trovate anche le ciabatte del ragazzino, poco più distanti dal luogo della probabile caduta. Poi la tragica fine, con il ritrovamento del corpo senza vita di Hassnain. Il cadavere era arrivato al terzo sifone del canale d’acqua, svuotato poi per agevolare le ricerche. Quindi dalla scomparsa al ritrovamento sono passate diverse ore sulle quali la Procura intende fare chiarezza. L’autopsia permetterà infatti di capire l'epoca precisa della morte. Nei prossimi giorni, quindi, si saprà l’esito dell’esame autoptico in base al quale la Procura deciderà se archiviare o meno. Il corpo del ragazzino, probabilmente già senza vita, è riuscito a superare alcuni passaggi stretti e un sifone che collega due rami del grande canale che lo ha spinto a distanza dal luogo della caduta. Nessuna conseguenza invece sul piano penale per la famiglia, trattandosi di un ragazzino di 12 anni, considerato autonomo. (e.l.t.)

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