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Trovato nel canale il corpo del ragazzino

di Mauro Pinotti
Trovato nel canale il corpo del ragazzino

Alle 10.48 i subacquei hanno individuato il cadavere del 12enne Hassnain Alì Era in una botte-sifone a circa 1.500 metri dal punto in cui è caduto in acqua

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LUZZARA. Sono le 10.48 quando un subacqueo del nucleo sommozzatori di Bologna, quasi sottovoce, guardando i colleghi che lo stavano assistendo dalla riva del canale, ha pronunciato quella parola che nessuno avrebbe voluto sentire: «Trovato». Hassnain Alì, 12 anni, di origine pakistana, dopo un giorno di spamodiche ricerche è stato trovato cadavere dentro una botte sifone in via Fiocchetti, a Riva di Suzzara, nel Mantovano.

Il suo corpo esile, dal punto in cui si presume sia caduto in acqua, nei pressi di via Villa Superiore a Luzzara, ha percorso quasi un chilometro e mezzo prima di restare incastrato nella chiusa. E così quel lumicino di speranza di poterlo ritrovare vivo, chissà dove e chissà come, si è inesorabilmente spento, ieri mattina.

Le ricerche erano iniziate alle 8 di domenica mattina, quando il padre Gafar Abdul Shah, dipendente di una pizzeria a Parma, residente in via Jules Tagliavini 33, ha denunciato la scomparsa del figlio. Il ragazzo mancava da casa dalle 18 di sabato. Si è subito mobilitata una task-force composta da vigili del fuoco di Guastalla, Suzzara e volontari di Luzzara, assieme ai colleghi del nucleo cinofilo di Modena e Reggio Emilia, oltre ai sommozzatori di Bologna, arrivati in elicottero. Le ricerche sono state estese anche alla polizia municipale dell'Unione dei Comuni della Bassa reggiana. E proprio da uno degli agenti della polizia locale operanti sul territorio luzzarese è partita, alle 16 di domenica, la segnalazione del ritrovamento della biciclietta del 12enne sulla sponda sinistra del canale irriguo che scorre proprio sotto via Villa Superiore. Nei pressi della bici, sulla riva di cemento, gli agenti hanno notato due strisciate che hanno tolto il muschio. In più, ad 800 metri dal punto dal quale si presume sia caduto il ragazzino, sono state trovate le ciabatte di gomma. I sommozzatori, arrivati in elicottero, hanno ispezionato il tratto di canale sotto via Villa Superiore per poi trasferirsi sull’altro tratto, in territorio mantovano, di via Zamiola. Per questioni di confine, sono stati avvisati anche i carabinieri di Suzzara.

Qui si sono concentrati tutti i mezzi dei vigili del fuoco, Croce Rossa e carabinieri. Le ricerche sono durate per tutto il pomeriggio di domenica, durante il quale è stato scandagliato l’intero canale irriguo senza esito. Per agevolare l’intervento dei sub bolognesi, il canale di bonifica doveva essere svuotato, ma ci sarebbero volute parecchie ore. Questo avrebbe permesso ai sommozzatori di Bologna di perlustrare in sicurezza i punti in cui sono ubicate le chiuse, evitando di restare intrappolati nelle botti a causa del forte risucchio creato dal vortice d’acqua.

Alle 9.32 di ieri mattina è arrivato il furgone del nucleo sommozzatori di Bologna, che ha iniziato ad ispezionare il tratto di canale sotto via Villa Superiore a Luzzara e, successivamente, la paratia verso Po vecchio. Quindi è stata alzata e controllata la chiusa di via Zamiola, dove è stato ripescato un grosso telo di plastica. Da qui i soccorritori si sono spostati verso Riva di Suzzara dove, in via Tantine, è stata perlustrata una piccola chiusa, ma anche in questo caso nulla.

Intorno alle 10, i mezzi dei vigili del fuoco hanno raggiunto via Fiocchetti. La botte-sifone, rispetto alla sede stradale, era alta, protetta da una muratura in cemento. Due sub, con tanto di maschera e bombola di ossigeno, si sono calati nella botte. L’ingresso della chiusa è rotonda, ma sotto la strada ha assunto una forma quadrata. Il primo tentativo da parte di uno dei due sub, legati con una corda, è andato a vuoto. Il loro caposquadra, che dalla riva seguiva le operazioni, li ha esortati ad essere prudenti e di prestare molta attenzione ad eventuali uncini ai lati della botte. Al secondo tentativo sull’altra parete, è stato trovato il povero Hassnain.

Dev’essere stata veramente dura per il sub che l’ha trovato salire in superficie e pronunciare la parola: «Trovato». Tuttavia i vigili del fuoco, vista la situazione, non avevano più dubbi: il corpo del ragazzino non poteva essere che in quel luogo. A suffragare questa certezza, poco prima della macabra scoperta, il ritrovamento da parte di un terzo vigile del fuoco, che nel frattempo aveva proseguito a piedi all’interno del canale, di un braccialetto che probabilmente il 12enne portava al polso e che deve aver perduto precipitando nella botte-soffione. Il corpo, che a una prima ispezione non presentava segni di violenza, è stato composto su un telo e trasportato all'obitorio di Guastalla, a disposizione del magistrato che segue il caso. Poco dopo il ritrovamento, i carabinieri di Luzzara hanno avuto l’ingrato compito di informare i genitori, che hanno anche una bimba di 8 anni e che alla terribile notizia sono scoppiati a piangere.

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