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Villa Bagno, gli 8 profughi ospitati nelle ex cantine

di Gabriele Farina
Villa Bagno, gli 8 profughi ospitati nelle ex cantine

Maramotti: «Prima vivevano nel dormitorio Caritas che ora è stato chiuso». La Lega non ci sta: «Inascoltate le proteste e le preoccupazioni dei residenti»

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REGGIO EMILIA. Gli otto richiedenti asilo arrivano a Villa Bagno. Sono circa le 10 di ieri quando varcano per la prima volta il cancello delle ex Cantine. A fianco dell’ingresso, sulla destra, trovano una cordicella biancorossa che delimita una recinzione verticale: è l’unico segno del “pericolo” paventato appena qualche ora prima da decine di residenti, supportati nella loro azione dalla Lega Nord.

I giovani hanno dai 18 ai 29 anni e giungono dall’Africa Sub Sahariana. Dispongono di cellulari per comunicare con le famiglie di origini, hanno zaini e piccole borse in cui hanno potuto inserire gli oggetti personali dopo viaggi di centinaia e centinaia di chilometri. Ancora non parlano bene l’italiano, ma hanno già iniziato a seguire corsi di lingua.

«Li ospiteremo per tutto il tempo necessario ad avere una risposta definitiva alla loro domanda di permesso di soggiorno», garantisce Valerio Maramotti, presidente della cooperativa sociale L’Ovile che li segue da tempo.

Maramotti ha incontrato i residenti e chiarito alcuni elementi su cui vi erano state molte proteste. «Gli otto profughi sono a Reggio dal 19 aprile scorso – spiega – ed erano accolti nel dormitorio Caritas di via Agosti, nella zona Santa Croce. Il dormitorio sarà definitivamente chiuso, pertanto si è reso necessario il trasferimento: è uno spostamento interno al Comune».

Un’altra questione riguardava la sicurezza della sede che li ospita. «Non credo fondate le voci sui pericoli legati alla struttura – commenta Maramotti – perché abbiamo tutte le necessarie certificazioni che la Prefettura richiede ogni volta che apriamo una nuova struttura di accoglienza, senza cui noi non procediamo mai».

Cosa faranno i ragazzi accolti a Villa Bagno? «Cercheremo di avviarli al lavoro mediante tirocini lavorativi – conclude – e confidiamo di trovare in diverse aziende del territorio, agricole e non, la disponibilità ad inserirli. Inoltre abbiamo qualche altra idea, ma prima di parlarne dobbiamo condividerla con loro».

Maramotti aggiunge che «in questi due giorni il nostro raggruppamento (L'Ovile, Coop Madre Teresa, La Vigna, Coress) ha accolto più di venti persone appena arrivate. Sono state alloggiate in due Comuni della Val d'Enza, in uno della bassa e in un Comune dell'Appennino che finora non aveva accolto richiedenti asilo». Inoltre, precisa che non spetta alla cooperativa «esprimere valutazioni politiche» circa la sistemazione dei nuovi arrivi.

Chi le esprime, invece, è Matteo Melato, vicesegretario provinciale della Lega Nord. «Sabato mattina decine e decine di cittadini della frazione erano radunati in un presidio per esprimere diversi dubbi, ma nessuno ha dato risposta», commenta Melato.

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