Camusso a Reggio Emilia: «Servono garanzie per soci e lavoratori»
La segretaria Cgil ieri alle Fiere: «Bisogna tornare ai valori originari di mutualità e solidarietà»
REGGIO EMILIA. La cooperazione, squassata da una crisi nel settore edile che ha portato a fallimenti e liquidazioni di storiche coop reggiane, «ha ancora un futuro, solo se tornerà ai propri valori originari di mutualità e solidarietà e se saprà recuperare la credibilità perduta tra i soci e lavoratori».
A partire dalla restituzione del prestito sociale andato in fumo, che solo a Reggio ha causato la perdita di svariati milioni. La segretaria Cgil, Susanna Camusso, ieri alle Fiere per il convegno nazionale promosso da Fillea–Cgil su «Reggio Emilia Cooperazione: quali prospettive?», non ha fatto sconti a Legacoop, presente ai lavori con il presidente regionale, Giovanni Monti, e quello dell’Emilia Ovest, Andrea Volta.
Se Monti nel suo intervento ha sottolineato che «la cooperazione in questi anni ha saputo creare occupazione anche nei momenti di crisi», la risposta della Camusso è stata netta: «Non basta».
La segretaria Cgil, pur dicendo «di voler guardare avanti», ha ribadito che «la cooperazione deve tornare a ricostruire la propria credibilità e la propria diversità», per poi aggiungere sul tema del prestito che «se chiedete a tante persone di sostenervi, dovete poi offrirgli un sistema di garanzie che li protegga, perché non può essere che i soci e lavoratori siano gli unici a pagare».
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Parole nette, che hanno colto le sollecitazioni contenute nell’intervento del segretario provinciale Federconsumatori, Giovanni Trisolini, che ha lamentato «l’assenza di un confronto con Legacoop», preannunciando azioni di protesta in caso di mancati o indennizzi insufficienti. In sostanza, il timore di Federconsumatori e Cgil è che se va bene ai soci Coopsette e Unieco venga restituito solo il 40%.
Una conferma indiretta che la restituzione del prestito andato in fumo non sarà totale, è arrivata sempre da Monti, che tuttavia ha rivendicato l’impegno finanziario del movimento per la nascita di Sicrea e di altre esperienze come Methis. Monti ha ricordato che a Reggio Legacoop ha messo a disposizione 24 milioni per restituire il prestito ai soci: «Ne stiamo chiedendo altri per rispondere ai soci Unieco».
Il dibattito ha poi portato a riconsiderare la necessità di ridiscutere dell’essere imprese cooperative in maniera distintiva rispetto al resto del sistema economico, ma anche del ruolo dei soci lavoratori, che per Camusso «in questi anni hanno registrato una perdita di peso in una cooperazione che assomiglia sempre più all’impresa privata».
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Questioni emerse anche nella tavola rotonda coordinata dal collega della Gazzetta, Enrico Tidona, a cui hanno partecipato il presidente della Cooperazione di produzione e lavoro, Carlo Zini, la dirigente della Regione, Morena Diazzi, il segretario generale Fillea, Alessandro Genovese, e Mirto Bassoli della segreteria regionale Cgil. In precedenza, nei loro interventi, il presidente della Provincia, Giammaria Manghi, il vicesindaco di Reggio, Matteo Sassi, e il sindaco di San Martino in Rio, Paolo Fuccio (che ha sofferto e subito la crisi di Cormo) hanno sostenuto «che il modello cooperativo se torna alla mutualità e alla solidarietà ha maggior valore oggi, in una fase in cui le diseguaglianza sociali sono in aumento».
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