La protesta a Castellarano: «Vogliamo chiarezza su questi odori»
I residenti puntano il dito contro la Graniti Fiandre: «La puzza arriva da quando usano le linee con stampanti digitali»
CASTELLARANO. Odori “ceramici” che generano fastidi e fanno preoccupare. Li stanno sentendo da alcuni mesi diversi abitanti di Castellarano che vivono non lontano dall’enorme stabilimento della Graniti Fiandre, una delle principali ceramiche della zona che ha sede nella zona industriale fra la fine del paese e il corso del fiume Secchia.
Una questione emersa all’inizio 2017 e che ha portato a diverse segnalazioni, a diverse analisi ambientali e ai primi interventi da parte della ceramica per risolvere la questione, con prove per “correggere” le miscele che potrebbero generare gli sgradevoli aromi.
«Ormai sono diversi mesi che c’è questo problema, iniziato quando alla Graniti Fiandre hanno avviato alcune linee produttive con stampanti digitali per realizzare le piastrelle, e sono stati montati anche due lunghi nuovi camini», raccontano i residenti di Castellarano che in questi mesi si sono mobilitati raccogliendo dati e segnalando diverse volte i problemi sia all’Arpae del distretto scandianese sia alla polizia municipale e quindi al sindaco Giorgio Zanni.
Il primo cittadino ha poi contattato la proprietà della ceramica, una delle principali realtà produttive dell’area, e l’azienda ha iniziato alcuni test per cercare di risolvere la questione. Il 31 luglio è in programma un incontro con i cittadini, il sindaco, i rappresentanti della ceramica, quelli dell’Arpae e del distretto Ausl per fare il punto della situazione e ragionare sul da farsi.
«Ad agosto comunque la ceramica spegnerà i forni e faranno interventi, speriamo che si possa fare qualcosa perché in questi mesi la situazione non è stata facile, in certe giornate gli odori erano intensissimi e particolarmente sgradevoli, anche se c’era molto caldo l’unica soluzione era chiudere tutte le finestre della casa», proseguono i residenti.
«I punti variavano, dipende da dove soffia il vento. Vicino alla ceramica gli odori spesso sono molto intensi, e lo stesso è accaduto in via Fontana, dove tanti cittadini si sono lamentati della situazione – continuano –. Questo è un problema grosso che si è verificato anche altrove quando sono state introdotte nuove modalità produttive, come alla ceramica Rondine di Rubiera e a Borgo Val di Taro nell’appennino di Parma».
Dopo i primi fastidi, sono partiti gli allarmi e i controlli. «Abbiamo coinvolto l’Arpae, che ha lasciato qui in zona un nuovo macchinario per rilevare la qualità dell’aria, uno strumento che si poteva attivare a distanza quando gli odori si facevano sentire.
È rimasto qui due settimane, speriamo che all’incontro del 31 luglio i dati ci siano», sostengono gli abitanti che ora chiedono chiarezza: «Tutti si sono attivati, il Comune ha organizzato l’incontro e apprezziamo gli sforzi fatti, però adesso vorremmo qualche certezza, sia sugli odori sia sui potenziali rischi che generano i fumi di queste produzioni, non si sa molto al riguardo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
