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Nuova caserma a Reggio Emilia, a ottobre i primi progetti

Nuova caserma a Reggio Emilia, a ottobre i primi progetti

La sede della Municipale annunciata da Vecchi costerà 4 milioni di euro, ora è caccia agli immobili

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REGGIO EMILIA. Con i suoi 4 milioni di euro di costi stimati, la nuova sede della polizia municipale in zona stazione si appresta a diventare il secondo progetto più economicamente ambizioso della giunta Vecchi, dopo la bretella di Rivalta.

Un’operazione che proprio per questo, come aveva già spiegato lo stesso sindaco, sarà tutt’altro che facile e richiederà almeno un anno e mezzo di progettazioni, contatti e lavori. L’unica certezza, per ora, è che il trasferimento si farà. Già da tempo si parlava di cambiare il comando della Municipale e, dopo una serie di riunioni tecniche preliminari, è stato dato il via libera definitivo. Ora però comincia la parte più complessa.

Diversi i nodi da sciogliere ma due sono i problemi principali: trovare un immobile che soddisfi le esigenze di una struttura così ampia e scovare dei finanziatori che possano contribuire al progetto, troppo costoso per la sola amministrazione. Sul primo problema cominceranno a lavorarci a partire da ottobre il comandante dei vigili urbani, Stefano Poma, e l’assessore alla Rigenerazione urbana Alex Pratissoli, competente in questa materia. Saranno loro che, assieme a tecnici ed esperti comunali, cercheranno una struttura adatta e redigeranno un primo preventivo che, secondo indiscrezioni, potrebbe oscillare fra i 3,5 e i 4,5 milioni di euro.

A far muovere così tanto l’asticella è, appunto, il tipo di edificio che verrà individuato. Le esigenze della Municipale infatti non sono poche. Attualmente il comando di via Piccard è strutturato su tre piani, uno di parcheggio e due di uffici e accoglienza al pubblico, per un totale di circa 150 agenti e un parco auto di decine di mezzi.

Una capienza che dovrà essere rispettata anche dalla nuova caserma dei vigili che dovrà quindi avere una superficie di almeno, si stima, 1.500 metri quadrati. In quella zona il Comune non possiede nessun immobile del genere e dovrà, per forza, acquistarne altri per poi presumibilmente metterci mano e adattarli ai nuovi bisogni. Saranno queste variabili a determinare il preventivo finale che, in ogni caso, dovrebbe essere finanziato in parte dallo Stato e, forse, in parte anche dalla Regione. La previsione finale è che l’amministrazione possa contribuire per circa un quarto dei costi totali. (l.g.)

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