Secchia troppo basso: vietati i prelievi idrici nel Reggiano
L'Arpae emette il provvedimento dopo lo stato di crisi deciso dalla Regione
REGGIO EMILIA. Il Secchia scende sotto il livello minimo: vietato prelevare l’acqua dai corsi d’acqua reggiani (e modenesi). Lo ha deciso Arpae, con un provvedimento che entra in vigore oggi. La misura è stata causata dalla prolungata assenza di precipitazioni e dalle temperature elevate registrate negli ultimi due mesi. Decisive sono state le misurazioni effettuate due giorni fa dal servizio IdroMeteoClima di Arpae. I dati raccolti, infatti, hanno evidenziato anche per il Secchia un deficit rispetto al deflusso minimo vitale (dmv) estivo.
Il divieto riguarda nel dettaglio la sospensione temporanea dell’esercizio dei prelievi di acqua dal fiume Secchia e dai suoi affluenti nei territori delle Province di Modena e Reggio. I provvedimenti di Arpae seguono quanto disposto per altri corsi d’acqua delle province di Piacenza, Parma, Reggio, Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. In queste località i divieti di prelievo sono stati attivati tra il 19 e il 22 del mese scorso.
Inoltre, sono conseguenti alla dichiarazione di stato di crisi in tutto il territorio della regione Emilia-Romagna per la grave situazione di siccità e deficit idrico, firmata dal presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini.
Il governatore, nel testo, dispone che gli enti competenti pongano in essere gli atti necessari a contenere lo stato di crisi in corso. In aggiunta, è previsto e che nell’ordinaria gestione delle concessioni di prelievo idrico si possa procedere alla limitazione o sospensione temporanea dell’esercizio dei prelievi.
Come per gli altri corsi d’acqua dell’Emilia-Romagna, anche per i prelievi dal fiume Secchia e affluenti sono possibili deroghe, che non devono comunque pregiudicare né il raggiungimento né il mantenimento degli obiettivi di qualità ambientale fissati dalla pianificazione di settore.
Le richieste di eventuali deroghe devono essere redatte utilizzando la modulistica disponibile sul sito di Arpae e devono essere inviate all’Arpae, per i rispettivi territori di competenza. Per il nostro territorio va mandata tramite posta certificata all’indirizzo aoore@cert.arpa.emr.it.
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