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Coopsette, abusi sul resort del Garda: condannati Vezzani e Burani

di Enrico Lorenzo Tidona
Coopsette, abusi sul resort del Garda: condannati Vezzani e Burani

Lottizzazione per il mega villaggio: chiesta anche la confisca dei beni. Assolti gli ex presidenti della coop Fabrizio Davoli e Donato Fontanesi

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REGGIO EMILIA  L’ex presidente di Coopsette, Fabrizio Davoli e il suo predecessore Donato Fontanesi non sono responsabili della lottizzazione abusiva del maxi resort sulle sponde del Lago di Garda.

Ad essere condannati invece per il medesimo reato a un anno – pena sospesa e 20mila euro di ammenda oltre al pagamento delle spese processuali – sono stati i due manager reggiani Fabrizio Vezzani (ex sindaco di Fabbrico, presidente della Campione del Garda spa) e Rubens Burani (procuratore speciale di Coopsette).

Per il presidente della corte del tribunale di Brescia, Maria Chiara Minazzato, i due ex presidenti – finiti nel processo in qualità di rappresentati legali della cooperativa all’epoca dei fatti contestati – non hanno commesso il reato principale, al quale si era aggiunto quello relativo al mancato rispetto dei vincoli per il rischio idrogeologico della zona.

La costruzione del grande villaggio turistico nel comune di Tremosine è avvenuta infatti ai piedi di una grande montagna, vicino alla quale era stato stabilito il vincolo. Un progetto da 200 milioni di euro culminato nel 2013 con l’inchiesta avviata dalla procura di Brescia, che ha dato il via all’iter processuale durante il quale la società veicolo Campione del Garda è fallita e Coopsette è finita in liquidazione coatta amministrativa.

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Il tribunale ha disposto inoltre la confisca dei terreni e degli edifici di proprietà di Coopsette e della Campione del Garda. Nel primo caso si tratterebbe di una quota di un parcheggio mentre nel secondo dei vari immobili ancora chiusi con i sigilli della Guardia di Finanza perché in prossimità della grande montagna di falesia.

In tutto il tribunale ha emesso cinque condanne per la lottizzazione abusiva di Campione, che aveva portato al sequestro di numerose strutture e all’iscrizione nel registro degli indagati di 20 persone, tra i quali anche amministratori locali. Sono stati condannati ad un anno, sempre per lottizzazione abusiva, l’ex sindaco di Tremosine Diego Ardigò, il vice Francesco Briarava, Mauro Salvadori, architetto e redattore del piano urbanistico.

Assolti anche Renato Cozzaglio, Eleonora Dalò, Marco Delaini, Costante Facchini, Bortolo Faustini, Alberto Fezzardi, Beppino Girardi, Stefano Morandi, Marco Giacomo Perini, Katia Roncetti, Costante Rossi e Giampiero Zanetti.

Le condanne emesse sono più miti rispetto alle richieste della procura, che andavano da sei mesi a due anni e tre mesi di reclusione per tutti i 19 imputati, tra cui quattro reggiani. Il pm bresciano Silvia Bonardi aveva chiesto un anno e 6 mesi per l’ex presidente di Coopsette Fabrizio Davoli, un anno e 10 mesi per il suo predecessore Donato Fontanesi, un anno e 10 mesi per Fabrizio Vezzani e un anno e 8 mesi per Rubens Burani, già procuratore in Coopsette e successivamente in Campione. Per tutti e quattro gli indagati reggiani il pm aveva chiesto un’ammenda di 45mila euro.
 

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