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I sindacati: Iren, troppe attività in appalto

I sindacati: Iren, troppe attività in appalto

Cgil, Cisl e Uil al sindaco Vecchi: la percentuale di attività affidata è altissima, lavoratori alle dipendenze di una miriade di aziende

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REGGIO EMILIA. Il nodo irrisolto dell’armonizzazione dei contratti e le prossime gare che l’azienda dovrà affrontare. Sono i temi al centro di una lettera inviata ieri dalle rsu di Iren, i sindacati di categoria e Cgil-Cisl-Uil al sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, coordinatore del patto di sindacato in Iren, per chiedere un confronto «sul ruolo di Iren in rapporto allo sviluppo economico del territorio reggiano e sull’attuale riassetto in tema di appalti, presenza sul territorio e prossime gare».

Mentre infatti continuano le trattative sindacali nazionali per ricomporre la frattura sul contratto aziendale, causata dalla disdetta progressiva di tutti gli accordi di secondo livello comunicata da Iren lo scorso 30 dicembre, i sindacati fanno presente che «la percentuale di attività appaltata è altissima e i lavoratori sono alle dipendenze di una miriade di aziende che applicano contratti e regole di lavoro molto differenti tra loro».

A questo proposito si ricorda anche che un accordo sindacale del 2016 stabilisce che l’affidamento del servizio deve avvenire con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ma Iren è un soggetto sovraregionale.

«Occorre quindi verificare – scrivono i sindacati Cgil-Cisl-Uil – l’effettiva volontà politica di tutti gli attori coinvolti al pieno rispetto di tale accordo».

Inoltre, viene sottolineato nella missiva, «si avvicinano le scadenze degli appalti vigenti che coinvolgono il futuro lavorativo di centinaia di addetti, impiegati nel territorio reggiano, legato alla definizione dei prossimi bandi di gara».

Sotto la lente in particolare i settori dell’acqua e del gas, dove i lavoratori esprimono «preoccupazione per le future scelte di carattere organizzativo e normativo, che riguardano il mantenimento territoriale dei servizi per gli utenti, la qualità del servizio e delle condizioni di lavoro degli operatori e la garanzia della territorialità per la gestione del sistema idrico integrato».

Nella lettera si chiede infine di «dare gambe» al recente accordo sottoscritto proprio a Reggio Emilia l’11 aprile scorso tra Cgil-Cisl-Uil nazionali e i sindaci di Reggio Emilia e Piacenza, che vede un primo modello di partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori alla definizione delle prospettive di sviluppo della multiutility.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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