Gazzetta di Reggio

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«Interventi immediati contro gli odori»

di Adriano Arati
«Interventi immediati contro gli odori»

La Regione obbliga a installare i nasi elettronici e a intervenire in caso di puzza. Via libera all’ampliamento della Rondine

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RUBIERA. Obbligo di installare i “nasi” elettronici e di intervenire in tempi rapidi sui processi produttivi contro gli odori fastidiosi in uscita dalla ceramica Rondine di Rubiera. Le novità arrivano da una delibera regionale approvata lunedì a Bologna dalla giunta, chiamata a valutare un ampliamento della capacità produttiva dell’azienda rubierese. Una decisione importante sia perché fissa paletti ben determinati nella questione degli olezzi che nell’ultimo anno e mezzo spesso si sono presentati a Rubiera, sia perché potrebbe rappresentare un precedente da utilizzare in altre situazioni simili. E i casi non mancano, come le recenti segnalazioni fatte da un gruppo di abitanti di Castellarano alle prese con un disagio simile.

La decisione regolamenta appunto il caso singolo visto che al momento una “legislazione” specifica in materia non esiste: i controlli e i vincoli sono legati all’impatto ambientale e sanitario ma non sono mai estesi agli odori, che possono però diventare un problema non da poco per chi vive nelle aree esposte, per ventilazione e esposizione, alle “zaffate” create dagli stabilimenti ceramici durante il ciclo produttivo, in particolare con l’utilizzo della stampa digitale delle piastrelle.

Il caso rubierese è particolare perché legato a una modifica strutturale dello stabilimento. L’azienda ha presentato la richiesta di autorizzazione a un vasto piano di ristrutturazione e ampliamento degli spazi in via Emilia Ovest e quindi la Regione ha potuto inserire dei paletti ben precisi. «Grazie a questa delibera la situazione cambia: per attivare la ristrutturazione degli impianti, l’azienda deve installare due nasi elettronici sui camini e fare anche rilievi con analogo strumento sul territorio. Si pone inoltre un limite. Se l’odore (in termini di "unità olfattometriche" rilevate, oltre che da disagio segnalato) diventa troppo forte, la delibera dice che la ceramica deve cambiare il prodotto in produzione, sostituendolo con uno in cui si usano meno inchiostri che, a quanto pare, generano il cattivo odore in certe situazioni durante la “cottura”. Questo per un periodo di sei mesi, più altri sei se la situazione lo richiede», fa presente il sindaco Emanuele Cavallaro.

A Rubiera da qualche tempo il quadro sembra migliorato, dopo una serie di interventi, anche molto costosi, portati avanti dalla Rondine, che ha investito alcune centinaia di migliaia di euro in ricerche ed esperimenti per riuscire a conciliare le proprie esigenze produttive con la necessità di abbattere e parecchio l'olezzo in uscita dalla linea.

«Va ricordato che i risultati ottenuti sulla riduzione del fenomeno, dimostrati sia per intensità sia per frequenza, dalle segnalazioni e dai dati olfattometrici (che da 20mila unità sono arrivati a mille) sono arrivati anche per le ricerche e gli investimenti fatti dall'azienda. Si parla di diverse centinaia di migliaia di euro», sottolinea il primo cittadino di Rubiera.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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