Gazzetta di Reggio

Reggio

patto per il lavoro 

La Regione può festeggiare In due anni 81mila nuovi posti

BOLOGNA. Nel primo semestre di quest’anno ci sono stati 46. 600 nuovi posti di lavoro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+2, 4%), per un tasso di occupazione al 68, 3% che pone l’Emili...

3 MINUTI DI LETTURA





BOLOGNA. Nel primo semestre di quest’anno ci sono stati 46. 600 nuovi posti di lavoro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+2, 4%), per un tasso di occupazione al 68, 3% che pone l’Emilia Romagna al primo posto in Italia, dove ha raggiunto il Trentino-Alto Adige, e per un tasso di disoccupazione medio annuale negli ultimi 12 mesi sceso al 6, 6%. Lontano, insomma, da quel 9% di inizio legislatura, a gennaio 2015, ma anche inferiore sia a quello del Veneto (6, 7%) sia a quello della Lombardia (7, 2%). Complessivamente, dal confronto tra primo trimestre 2015 e primo trimestre 2017 emergono oltre 81.000 nuovi posti di lavoro e, nel 2016, 17.400 occupati in più rispetto a quelli del 2008, anno che precedette l’avvio della crisi economica internazionale.

È la giunta Bonaccini a fare il punto sull’occupazione e sull’economia regionale, sempre più locomotiva italiana, dopo due anni di applicazione del Patto per il lavoro, firmato a luglio 2015 con sindacati e associazioni d’impresa.

Il governatore Bonaccini si è rivisto nella sede della Regione con i firmatari dell’intesa (terzo settore, Camere di commercio, atenei, ufficio scolastico regionale, province, città metropolitana e comuni capoluogo, oltre a imprese e sindacati) al fianco dell’assessore Patrizio Bianchi e di altri colleghi di giunta.

«Ebbene, nell’ultimo anno – fa i conti Bonaccini – sono saliti a 15,1 miliardi gli investimenti attivati per gli oltre 200 interventi avviati in tutti i settori, dalle opere pubbliche alla mobilità fino a sanità e welfare, pari a 1,6 miliardi in più rispetto al luglio 2016. Così come salgono a 1,5 miliardi i fondi europei messi a bando sui 2,5 dell’intera programmazione 2014-2020 (+500 milioni in un anno), di cui un miliardo impegnato, a cui aggiungere 660 milioni di cofinanziamenti privati (+313 milioni sempre rispetto al luglio 2016). Gli interventi destinati a persone e famiglie valgono 3,1 miliardi, poi 6,7 miliardi per il territorio, quattro per le imprese e 1,2 per gli enti locali. In questo quadro, le risorse destinate al patto sono infatti salite a 17,8 miliardi, 2,8 in più rispetto ai 15 inizialmente previsti nel 2015. A conti fatti, 1,5 miliardi solo per infrastrutture ma avanti anche con l’edilizia pubblica (in particolare quella sanitaria con 500 milioni, 150 per quella scolastica) o per il data center del centro meteo europeo in arrivo a Bologna».

«Siamo di fronte a un grande sforzo collettivo – evidenzia Bonaccini – che vede protagonista l’intera società regionale. Un’azione comune e condivisa che in due anni ha prodotto risultati straordinari: quasi 47.000 nuovi posti di lavoro nel primo trimestre dell’anno e oltre 81.000 in 24 mesi, per un’occupazione tornata ai livelli pre-crisi e un tasso di occupazione che porta l’Emilia-Romagna al primo posto in Italia, con la disoccupazione media scesa al 6,6% dal 9% di inizio legislatura».

Il presidente della Regione Emilia parla quindi di «impegno che, insieme, rilanciamo con altri 2,8 miliardi di euro di investimenti, che portano le risorse complessive del Patto per il lavoro a quasi 18 miliardi di euro».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google