Luzzara
Lanciata una raccolta di fondi per portare la salma in Pakistan
LUZZARA . Khalid Maqsood, rappresentante della comunità “Pak Muhammadiha – Welcome center” ha reso noto il codice Iban sul quale è possibile effettuare un proprio contributo per aiutare i genitori a...
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LUZZARA . Khalid Maqsood, rappresentante della comunità “Pak Muhammadiha – Welcome center” ha reso noto il codice Iban sul quale è possibile effettuare un proprio contributo per aiutare i genitori a rimpatriare Ali Hassnain, il bimbo di 12 anni annegato nel canale di irrigazione che scorre sotto via Villa Superiore a Luzzara: IT 44L0760105138293405293406.
Il codice Iban è stato pubblicato anche dal giornalista pakistano Faiaz, che scrive sul blog “Nay Dunya” (Nuovo Mondo). Intanto, martedì sera, nella chiesa di Luzzara, si è svolto un momento di preghiera che ha visto la partecipazione di tanti cittadini appartenenti alla comunità pakistana: intere famiglie con bambini che hanno pregato per il piccolo Ali. Seduto sul primo banchi della chiesa il papà del 12enne Gafar Abdul Shah con il sindaco Andrea Costa con l'assessore Simona Berni.
Nell’altro banco, sul lato opposto c'era invece la dirigente scolastica dell'Ic. di Luzzara e Reggiolo, Agnese Vezzani che ha letto alcune preghiere. Nella navata laterale, in piedi c'erano alcuni compagni di scuola del piccolo Ali.
La cerimonia religiosa, senza essere una vera e propria messa, è stata celebrata da don Pierluigi Capelli, parroco di Suzzara che ha portato i saluti anche della comunità suzzarese sia italiana che straniera. «Un momento di condivisione di fedi differenti che però di fronte alla morte di un bambino si trovano unite. Come cristiani non abbiamo paura della morte. Come cristiani crediamo in Dio che è Padre che non abbandona nessuno – ha detto don Capelli che poi si è rivolto direttamente al padre di Ali – .Ti siamo vicini, ti siamo accanto per dirti di credere che c'è qualcosa che va oltre la morte. Preghiamo per Ali ma preghiamo anche per i genitori. Al di là della nostra fede è già in cielo».
Al termine, il sindaco Andrea Costa, a nome dei genitori di Ali, ha detto: «Un enorme grazie a Luzzara da parte del papà della mamma e della sorellina di Ali.
Stiamo affrontando insieme la tragedia avvenuta nei giorni scorsi. E questo dà il senso di comunità». (m.p.)
Il codice Iban è stato pubblicato anche dal giornalista pakistano Faiaz, che scrive sul blog “Nay Dunya” (Nuovo Mondo). Intanto, martedì sera, nella chiesa di Luzzara, si è svolto un momento di preghiera che ha visto la partecipazione di tanti cittadini appartenenti alla comunità pakistana: intere famiglie con bambini che hanno pregato per il piccolo Ali. Seduto sul primo banchi della chiesa il papà del 12enne Gafar Abdul Shah con il sindaco Andrea Costa con l'assessore Simona Berni.
Nell’altro banco, sul lato opposto c'era invece la dirigente scolastica dell'Ic. di Luzzara e Reggiolo, Agnese Vezzani che ha letto alcune preghiere. Nella navata laterale, in piedi c'erano alcuni compagni di scuola del piccolo Ali.
La cerimonia religiosa, senza essere una vera e propria messa, è stata celebrata da don Pierluigi Capelli, parroco di Suzzara che ha portato i saluti anche della comunità suzzarese sia italiana che straniera. «Un momento di condivisione di fedi differenti che però di fronte alla morte di un bambino si trovano unite. Come cristiani non abbiamo paura della morte. Come cristiani crediamo in Dio che è Padre che non abbandona nessuno – ha detto don Capelli che poi si è rivolto direttamente al padre di Ali – .Ti siamo vicini, ti siamo accanto per dirti di credere che c'è qualcosa che va oltre la morte. Preghiamo per Ali ma preghiamo anche per i genitori. Al di là della nostra fede è già in cielo».
Al termine, il sindaco Andrea Costa, a nome dei genitori di Ali, ha detto: «Un enorme grazie a Luzzara da parte del papà della mamma e della sorellina di Ali.
Stiamo affrontando insieme la tragedia avvenuta nei giorni scorsi. E questo dà il senso di comunità». (m.p.)
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