Reggio Emilia: telefonino al volante, 467 multe dall'inizio dell'anno
Il comandante provinciale della polizia stradale Polichetti: «Serve tolleranza zero». In due anni il numero di conducenti pizzicati è più che raddoppiato
REGGIO EMILIA. «È arrivato il momento di dire basta all’uso del telefonino al volante ed adottare un principio di tolleranza zero». Fabio Polichetti, comandante provinciale della polizia stradale di Reggio Emilia, approva in pieno il giro di vite annunciato a livello legislativo, che prevede tra l’altro la sospensione della patente già alla prima infrazione contestata e non in caso di recidiva come avviene oggi. Una presa di posizione che non stupisce, dato che a livello nazionale è stata proprio la Polstrada a chiedere a più riprese maggiore severità su questo tema.
Nel frattempo gli uomini in divisa non sono rimasti con le mani in mano per contrastare il fenomeno, che riguarda un po’ tutti gli automobilisti.[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.15636558:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.15636558:1652295493/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
«L’attività repressiva è notevolmente aumentata - spiega il comandante Polichetti -. Ogni pattuglia sa che deve contrastare questo comportamento ed abbiamo organizzato anche operazioni specifiche per sanzionare l’articolo 173 del codice della strada. La novità è che stiamo impiegando da quest’anno pattuglie in borghese perché gli automobilisti alla vista della pattuglia con i colori d’ordinanza solitamente nascondo il telefonino: questa nuova modalità sta dando molti frutti».[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.15636896:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/locale/il-comandante-della-polstrada-tolleranza-zero-per-chi-usa-il-cellulare-alla-guida/79237/79668]]
E le statistiche parlano chiaro. Dall’inizio dell’anno al 20 luglio la Polstrada ha sanzionato in provincia di Reggio 467 conducenti sorpresi con il cellulare in mano. Nello stesso periodo del 2016 le contravvenzioni erano state 352 e nel 2015 227. In due anni le contravvenzioni sono dunque più che raddoppiate.
In tutto il 2015 l’articolo 173 era stato contestato 447 volte, nel 2016 ben 1.438 volte.
DISTRAZIONI FATALI. «La distrazione è la principale causa di incidenti sulle nostre strade - prosegue il comandante Polichetti - Distrazione intesa in tutti i suoi aspetti, in particolare quella che si concretizza con l’utilizzo del telefonino alla guida. L’aumento delle sanzioni dimostra che la nostra attenzione è aumentata ma al tempo stesso che questa cattiva abitudine non sta scemando ma al contrario è sempre più diffusa. Tre incidenti su quattro sono ascrivibili alla distrazione: è facile capirlo quando non ci sono segni di frenata o quando avvengono i classici tamponamenti tra auto in colonna».
Un tempo i conducenti si limitavano a rispondere al telefono. «Oggi lo smartphone viene invece usato in tutte le sue potenzialità: per leggere e scrivere i messaggi, consultare la posta elettronica e i social network e anche per farsi selfie al volante. In queste attività distogliamo in media lo sguardo dalla strada per 10 secondi: a 40 chilometri orari si fanno più di 100 metri, figuriamoci in autostrada. È come guidare bendati e gli effetti sono sotto gli occhi di tutti. Ci siamo stancati di contare i morti e i feriti sulle strade a causa di incidenti provocati essenzialmente da distrazioni».
EDUCAZIONE STRADALE. Oltre all’inasprimento delle sanzioni, il comandante è convinto che sia necessario continuare nell’opera di educazione stradale. «L’attività repressiva è importante ma non basa. Per cambiare la mentalità delle persone dobbiamo agire in chiave preventiva. Per questo crediamo molto nell’attività educativa, nei progetti che stiamo portando avanti nelle scuole e che continueremo a fare».
LA TECNOLOGIA IN SOCCORSO. Il comandante provinciale si appella agli utenti della strada affinché utilizzino le tecnologie esistenti per rendere la guida più sicura. «La tecnologia ci viene in aiuto fornendoci strumenti per non distogliere lo sguardo dalla strada e le mani dal volante. Basti pensare agli auricolari bluetooth, agli strumenti che consentono la lettura automatica dei messaggi o la scrittura degli stessi a voce. Come esiste la modalità aerea per i telefonini, dovrebbe esistere anche quella per le auto, magari con una risposta automatica che informa chi sta chiamando che l’utente è al volante. Ma soprattutto gli automobilisti dovrebbero rendersi conto che se non rispondono mentre sono al volante non succede nulla di grave».
L’elenco dei comportamenti sbagliati alla guida è comunque lungo e alcuni persistono anche di fronte al fatto che è universalmente noto da molto tempo che si tratta di condotte pericolose. «Da inizio anno abbiamo elevato 730 sanzioni per il mancato uso delle cinture. Riscontriamo puntualmente anche l’assenza di sistemi di ritenuta per i bambini, persino in autostrada. Continuiamo a rilevare che i passeggeri sui sedili posteriori viaggiano senza cinture: bisogna rendersi conto che in caso di incidente il passeggero non legato può proiettarsi in avanti e far male a se stesso e agli occupanti della vettura».
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