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Ruba la cassa al Locomotore e si ferma a fare pipì: arrestato

Ruba la cassa al Locomotore e si ferma a fare pipì: arrestato

REGGIO EMILIA. La porta forzata, l’allarme che scatta e la cassa che sparisce. È quanto è apparso agli occhi dei carabinieri quando martedì notte, all’una e trenta, sono entrati al bar Locomotore di...

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REGGIO EMILIA. La porta forzata, l’allarme che scatta e la cassa che sparisce. È quanto è apparso agli occhi dei carabinieri quando martedì notte, all’una e trenta, sono entrati al bar Locomotore di via Eritrea. Lì, poco prima, un passante aveva notato un uomo intrufolarsi nel bar a due passi dalla stazione. Il pronto intervento ha quindi dirottato una pattuglia nel luogo indicato che non ha dovuto faticare granché per trovare il responsabile del furto. Poco distante dal Locomotore è stato notato infatti un uomo corrispondente alla descrizione, che era fermo in piedi e faceva pipì. A incastrarlo, però, il registratore di cassa rubato dal bar, posato a terra dall’uomo per liberare la vescica.

La pattuglia del Radiomobile ha colto sul fatto il cittadino egiziano di 41 anni, il quale ha negato di essere lui l’autore del furto affermando di essere un richiedente asilo. Difeso ieri mattina durante l’udienza per il giudizio direttissimo dall’avvocato Carmine Migale, ha chiesto di analizzare bene le immagini delle telecamere. Secondo l’accusa, dopo aver forzato la porta d’ingresso, ha rubato due bottiglie di liquore, una decina di “ticket restaurant” e circa 60 euro in contanti, lasciati però nel registratore di cassa. Secondo l’uomo comparso ieri davanti al giudice Andrea Rat, il ladro sarebbe un’altra persona perché nessun ladro si fermerebbe sul luogo del furto e perché i soldi erano ancora dentro il registratore di cassa. Il successivo controllo eseguito dagli stessi militari ha consentito però di trovare addosso all’uomo diversi oggetti da scasso, poi sottoposti a sequestro.

Sulla base delle immagini delle telecamere, visionate durante l’udienza per direttissima, l’imputato ha cercato di scagionarsi dall’accusa di tentato furto perché l’uomo ripreso nel video aveva una maglia con un cappuccio chiaro. Lui, invece, indossava un cappuccio di colore più scuro. Per convincere il giudice, l’uomo si è tolto la maglietta durante l’udienza rimanendo a petto nudo, infilandosi poi la maglia con cappuccio con la quale effettivamente era stato fermato. Un fuori programma seguito da un richiamo lampo del giudice, il quale ha poi confermato la compatibilità della maglia con cappuccio indossata in udienza con quella ritratta nel video della videosorveglianza.

I carabinieri, dopo aver proceduto all’identificazione martedì, hanno scortato il fermato in tribunale. Il giudice, visti anche i precedenti, gli ha imposto il divieto di dimora in città e nella provincia di Reggio Emilia. La refurtiva è stata interamente recuperata e restituita al legittimo proprietario. (e.l.t.)

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