Gazzetta di Reggio

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Sentiti venti amici del bimbo annegato

di Enrico Lorenzo Tidona
Sentiti venti amici del bimbo annegato

Per il padre è stato spinto. Accertamenti della Procura, che ha fissato per domani l’autopsia sul corpo di Hassnain Alì

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LUZZARA. Serve fare chiarezza sulla dinamica che ha portato alla morte del giovane Hassnain Ali, 12 anni appena, trovato senza vita lunedì mattina in una chiusa del canale irriguo a Riva di Suzzara, dopo essere caduto nel canale della bonifica. L’ipotesi principale resta la morte per annegamento causata dalla caduta accidentale nel grande corso d’acqua a pochi passi dall’abitazione di via Tagliavini a Luzzara. La procura ha già sentito una ventina di ragazzini, sia italiani che pachistani, compagni di scuola e di giochi di Hassnain. Un passaggio necessario anche in conseguenza delle dichiarazioni del padre del piccolo, Abdul Ghafar Shah, che ha affermato che qualcuno potrebbe aver spinto il figlio in acqua. Il ragazzino avrebbe avuto un litigio con altri coetanei. Fatti poi riportati ai carabinieri dall’uomo, ai quali avrebbe anche riferito i nomi.

Il sostituto procuratore Stefania Pigozzi sta procedendo quindi con le indagini ad ampio spettro. Nel fascicolo già aperto resta l’accusa di omicidio colposo contro ignoti. Nessuno sarebbe stato per ora iscritto nel registro degli indagati. I carabinieri continuano la ricerca di indizi riportando alla pm, che sta raccogliendo dettagli anche per ricostruire le ore precedenti la caduta in acqua. Il ragazzino, infatti, era sparito già sabato sera non dando più sue notizie. Era uscito in bicicletta: secondo i familiari aveva lasciato il centro culturale allontanandosi per fare un giro in bicicletta. Da lì non ci sono state più notizie. Un vuoto che deve essere necessariamente colmato per poter descrivere un perimetro nella vicenda. Il nodo centrale, al momento, resta capire le cause del decesso e l’ora esatta. Per fare luce è stata disposta l’autopsia, fissata venerdì 21 luglio e affidata a un medico di Pavia. Dall’esito dell’esame autoptico ci potranno essere gli indizi necessari per poter scartare piste e fugare i tanti dubbi.

La vicenda ha tre snodi centrali. Il primo è la scomparsa sabato sera del ragazzino che si era allontanato in bici. Subito sono state avviate le ricerche che non hanno prodotto effetti. Poi la prima svolta: il ritrovamento la mattina seguente della bicicletta. Un ritrovamento che ha aperto la pista dell’annegamento essendo la bici a pochi passi dal canale della bonifica, dentro al quale sono state trovate anche le ciabatte del ragazzino, poco più distanti dal luogo della probabile caduta. Poi la tragica fine, con il ritrovamento del corpo senza vita di Hassnain. Il cadavere era arrivato al terzo sifone del canale d’acqua, svuotato poi per agevolare le ricerche.

Al momento non ci sono quindi elementi sufficienti per poter offrire certezze rispetto alla dinamica. La platea delle persone che saranno ascoltate si allargherà di certo: dai familiari agli amici. Secondo quanto raccolto finora Hassnain non era certo un ragazzino problematico. Era benvoluto da tutti ed era quello meglio integrato in famiglia nella comunità luzzarese.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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