Campanile di Barco Aperto il cantiere da 200mila euro
di Ambra Prati
Bibbiano, lavori nella torre del XVIII secolo dopo 70 anni Risorse della Cei e da raccolte fondi. Fine dei lavori a ottobre
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BIBBIANO. Tornerà a nuovo splendore, dopo quasi 70 anni di mancata manutenzione, il campanile di Barco di Bibbiano, a fianco della chiesa San Paolo Apostolo, cuore della frazione di fronte alla piazzetta e di fianco alla scuola dell’infanzia parrocchiale “San Domenico Savio”.
Un progetto iniziato l’anno scorso su mandato della parrocchia per un importo di oltre 200mila euro, in parte fondi CEI e in parte raccolte fondi effettuate dall’unità pastorale.
Il campanile risale al Settecento e aveva dei problemi di staticità che rendevano necessario un restauro conservativo. «Occorreva intervenire per l’incolumità dei bambini della scuola e dei passanti», spiega il parroco don Romano Vescovi.
A curare il complesso intervento, con i lavori affidati a Tecton, è lo studio Capovani&Elefanti di Montecchio, che ha eseguito il progetto. «Trattandosi di edificio storico tutelato, abbiamo lavorato a stretto gomito con la Sovrintendenza di Bologna e in collaborazione con l’Istituto Beni Culturali della Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla – spiega l’architetto Alfredo Capovani –. Tutti i permessi sono arrivati in tempi celeri grazie alla documentazione corposa e completa, ricavata dalle fonti archivistiche e completata da prove fotografiche aeree sull’attuale stato: si è usato una gru per arrivare ai 60 metri d’altezza».
La documentazione ha dimostrato che l’ultimo intervento svolto sul campanile, risalente agli inizi del 1950, ha peggiorato la struttura anziché rinforzarla. «Di certo non ha giovato: all’epoca si usava mettere a nudo la muratura in mattoni, mentre nel nostro intervento conservativo ripristineremo l’aspetto che il campanile aveva nel 1940 – prosegue l’architetto Capovani –. La struttura ha bisogno di manutenzione perché la cuspide in alto, sormontata da una croce, è soggetta agli agenti atmosferici: infiltrazioni di acqua ma anche qualche fulmine che ha danneggiato la zona terminale».
Così si è iniziato a montare il ponteggio, che avvolge l’intera struttura con un ascensore di servizio per avere la massima sicurezza, a fine giugno. «Adesso abbiamo iniziato con la ripulitura dell’esistente e la rimozione degli elementi pericolanti – prosegue l’architetto Capovani –. Sewguirà il ripristino e la messa in sicurezza delle murature. Poi monteremo dei rinforzi in acciaio e sopra questi andrà posizionata la copertura della cuspide, che sarà rivestita da lamiere sagomate che riprodurranno fedelmente la forma originale ma proteggendo i mattoni». La conclusione dei lavori è prevista per fine ottobre.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Un progetto iniziato l’anno scorso su mandato della parrocchia per un importo di oltre 200mila euro, in parte fondi CEI e in parte raccolte fondi effettuate dall’unità pastorale.
Il campanile risale al Settecento e aveva dei problemi di staticità che rendevano necessario un restauro conservativo. «Occorreva intervenire per l’incolumità dei bambini della scuola e dei passanti», spiega il parroco don Romano Vescovi.
A curare il complesso intervento, con i lavori affidati a Tecton, è lo studio Capovani&Elefanti di Montecchio, che ha eseguito il progetto. «Trattandosi di edificio storico tutelato, abbiamo lavorato a stretto gomito con la Sovrintendenza di Bologna e in collaborazione con l’Istituto Beni Culturali della Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla – spiega l’architetto Alfredo Capovani –. Tutti i permessi sono arrivati in tempi celeri grazie alla documentazione corposa e completa, ricavata dalle fonti archivistiche e completata da prove fotografiche aeree sull’attuale stato: si è usato una gru per arrivare ai 60 metri d’altezza».
La documentazione ha dimostrato che l’ultimo intervento svolto sul campanile, risalente agli inizi del 1950, ha peggiorato la struttura anziché rinforzarla. «Di certo non ha giovato: all’epoca si usava mettere a nudo la muratura in mattoni, mentre nel nostro intervento conservativo ripristineremo l’aspetto che il campanile aveva nel 1940 – prosegue l’architetto Capovani –. La struttura ha bisogno di manutenzione perché la cuspide in alto, sormontata da una croce, è soggetta agli agenti atmosferici: infiltrazioni di acqua ma anche qualche fulmine che ha danneggiato la zona terminale».
Così si è iniziato a montare il ponteggio, che avvolge l’intera struttura con un ascensore di servizio per avere la massima sicurezza, a fine giugno. «Adesso abbiamo iniziato con la ripulitura dell’esistente e la rimozione degli elementi pericolanti – prosegue l’architetto Capovani –. Sewguirà il ripristino e la messa in sicurezza delle murature. Poi monteremo dei rinforzi in acciaio e sopra questi andrà posizionata la copertura della cuspide, che sarà rivestita da lamiere sagomate che riprodurranno fedelmente la forma originale ma proteggendo i mattoni». La conclusione dei lavori è prevista per fine ottobre.
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