«Nulla contro i profughi ci tuteliamo dai vandali»
di Andrea Munari
Fogliano, i condomini rispondono alle pesanti accuse mosse nei loro confronti «La volontà di installare le telecamere esterne risale alla fine del 2015»
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REGGIO EMILIA. Problemi tra condomini ma nessun caso di razzismo o di ostilità nei confronti dei profughi. Un residente di Fogliano, Domenico Mauri, ha accusato le persone che vivono nel suo condominio di essersi rivoltate contro di lui perché voleva ospitare dei richiedenti asilo nel suo appartamento. Ieri è arrivata la legittima risposta di chi è stato chiamato in causa.
Il gruppo di condomini tirato in ballo si difende dalle accuse. «In data 15 maggio 2017 il signor Mauri - fanno sapere i residenti - ha rappresentato all’amministratore la volontà di affittare il proprio appartamento alla Dimora di Abramo per poter ospitare quattro richiedenti asilo, chiedendo inoltre di divulgare la richiesta agli altri condomini con la richiesta di inoltrare eventuali contestazioni entro i successivi trenta giorni. Contestazioni che nessun condomino ha presentato».
«In data 11 luglio 2017 - proseguono i condomini - si è svolta un’assemblea straordinaria di condominio, alla quale ha partecipato anche il signor Mauri, in cui nessuna obiezione è stata sollevata per l’eventuale arrivo dei quattro profughi».
«In quella data è stato però detto allo stesso signor Mauri che ci sarebbe stata la volontà dei condomini, tutelati dall’avvocato Domenico Noris Bucchi, di procedere con iniziative giudiziarie se fossero proseguiti gli atti vandalici che, dal 2013, stanno colpendo tutti i condomini».
VIDEOSORVEGLIANZA. Il secondo aspetto su cui i condomini hanno voluto replicare è quello della scelta dell’installazione di telecamere per la videosorveglianza nel palazzo.
«Dal 2013 ci sono continue denunce per atti vandalici che colpiscono gli abitanti del condominio e, per questo motivo, si era deciso di installare le telecamere per la videosorveglianza. La prima delibera per l’installazione è datata 17 dicembre 2015 quando, attraverso un’assemblea ordinaria del condominio, decidemmo di procedere con l’installazione.
In data 7 marzo 2016 si era poi deliberato di rimandare l’installazione perché non era stato trovato un accordo sui costi. Accordo che, dopo l’analisi di più preventivi, è stato trovato in data 20 marzo 2017, quando fu dato all’amministratore di condominio l’ok definitivo per procedere.
Ed ancora: «Dopo il pagamento del lavoro, in anticipo perché si tratta di un’opera straordinaria, sono state installate le telecamere. Cosa che, solo per coincidenza, è avvenuta nello stesso periodo in cui è arrivata anche la proposta del signor Mauri di ospitare quattro richiedenti asilo».
L’amministratore del condominio, raggiunto telefonicamente, ha confermato la versione dei condomini: «La richiesta dell’installazione delle telecamere è avvenuta molto prima delle proposta di ospitare all’interno del condominio i quattro profughi. Proposta che non si è ancora concretizzata dopo un primo sopralluogo e, a quanto mi risulta, nell’appartamento risiede ancora il signor Mauri».
Il gruppo di condomini tirato in ballo si difende dalle accuse. «In data 15 maggio 2017 il signor Mauri - fanno sapere i residenti - ha rappresentato all’amministratore la volontà di affittare il proprio appartamento alla Dimora di Abramo per poter ospitare quattro richiedenti asilo, chiedendo inoltre di divulgare la richiesta agli altri condomini con la richiesta di inoltrare eventuali contestazioni entro i successivi trenta giorni. Contestazioni che nessun condomino ha presentato».
«In data 11 luglio 2017 - proseguono i condomini - si è svolta un’assemblea straordinaria di condominio, alla quale ha partecipato anche il signor Mauri, in cui nessuna obiezione è stata sollevata per l’eventuale arrivo dei quattro profughi».
«In quella data è stato però detto allo stesso signor Mauri che ci sarebbe stata la volontà dei condomini, tutelati dall’avvocato Domenico Noris Bucchi, di procedere con iniziative giudiziarie se fossero proseguiti gli atti vandalici che, dal 2013, stanno colpendo tutti i condomini».
VIDEOSORVEGLIANZA. Il secondo aspetto su cui i condomini hanno voluto replicare è quello della scelta dell’installazione di telecamere per la videosorveglianza nel palazzo.
«Dal 2013 ci sono continue denunce per atti vandalici che colpiscono gli abitanti del condominio e, per questo motivo, si era deciso di installare le telecamere per la videosorveglianza. La prima delibera per l’installazione è datata 17 dicembre 2015 quando, attraverso un’assemblea ordinaria del condominio, decidemmo di procedere con l’installazione.
In data 7 marzo 2016 si era poi deliberato di rimandare l’installazione perché non era stato trovato un accordo sui costi. Accordo che, dopo l’analisi di più preventivi, è stato trovato in data 20 marzo 2017, quando fu dato all’amministratore di condominio l’ok definitivo per procedere.
Ed ancora: «Dopo il pagamento del lavoro, in anticipo perché si tratta di un’opera straordinaria, sono state installate le telecamere. Cosa che, solo per coincidenza, è avvenuta nello stesso periodo in cui è arrivata anche la proposta del signor Mauri di ospitare quattro richiedenti asilo».
L’amministratore del condominio, raggiunto telefonicamente, ha confermato la versione dei condomini: «La richiesta dell’installazione delle telecamere è avvenuta molto prima delle proposta di ospitare all’interno del condominio i quattro profughi. Proposta che non si è ancora concretizzata dopo un primo sopralluogo e, a quanto mi risulta, nell’appartamento risiede ancora il signor Mauri».
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