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Poster giganti in città con i volti sorridenti dei volontari reggiani

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Poster giganti in città con i volti sorridenti dei volontari reggiani

Quattro maxi installazioni ritraggono altrettanti cittadini impegnati in progetti del Comune per la collettività

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Sì, sono grandi come i manifesti pubblicitari che si vedono nelle grandi città e che ti rubano gli occhi con la gigantografia di questa o quella top model, di questo o quell’attore/calciatore famoso. A Reggio, niente di tutto ciò: quelle che è praticamente impossibile non notare in questi giorni in città sono facce, semplicemente facce.

O, come le hanno battezzate gli ideatori di questa campagna, “facce da quartiere”. Sono i volontari che il Comune è riuscito in questi anni - di vacche magre per le casse degli enti locali - a reclutare. Anzi, a coinvolgere, fino a farli diventare protagonisti assoluti di progetti che altrimenti rischierebbero di restare nei cassetti o nei desiderata di qualche amministratore sognatore.

Ecco allora i giorni della paga. O della gloria: per quattro di loro c’è chi sembra essere andato a pescare nella nostalgia - un tempo anche di queste parti - per il culto della personalità di staliniana memoria. Perché la bella faccia sorridente di “Giuliano - volontario della Reggia di Rivalta”, come recita la maxi-didascalia, ha nel gigantismo la sua peculiarità. E nella longevità dei materiali utilizzati, la sua forza.

Perché non si tratta di semplici manifesti facili a sgualcirsi e a sparire sotto le ingiurie del tempo. La foto artistica di Giuliano Mainini (credit del giovane fotografo Federico Contini) che da qualche giorno sembra il gigante buono che veglia sul Rione “Don Borghi” all’Ospizio, è alta come due piani del palazzo, è stampata a colori su un telo in Pvc e incorniciata in un tubolare di ferro. Non esattamente un manifesto usa-e-getta, insomma. Quella di Mainini è una delle quattro foto scelte dal Comune per diventare quattro poster così grandi da far impallidire i manifesti elettorali tradizionali. Quattro come gli assi di un mazzo di carte. Un mazzo di tante persone della nostra città che ogni giorno si danno una mano, per rendere Reggio migliore senza chiedere nulla in cambio. Una generosità gratuita che quasi imbarazza ma che in realtà dovrebbe essere contagiosa. Una serie di gesti di questi reggiani che ha spinto il Comune a dire loro grazie in questo modo sicuramente originale.

Anche a costo di rischiare imbarazzanti confusioni di qui a qualche mese, quando si dovrà votare per le elezioni politiche.

Già, perché a quanto è dato sapere queste installazioni non hanno scadenza. O meglio: deciderà il privato che le ospita quando sarà il momento di toglierle. E i “quattro assi di un colore solo” potrebbero davvero sovrastare in popolarità i certamente meno meritevoli candidati del momento.

Rischi di caos elettorale a parte, quando questi maxi manifesti verranno smontati dai muri su cui si trovano, si porrà il problema della loro definitiva destinazione. Andranno in dono ai soggetti delle foto (che non potranno metterle nel portafogli e difficilmente arredarci casa)? O - più probabilmente – andranno a far parte di una mostra.

Ad oggi, oltre al ritratto di Giuliano, in città campeggia anche quello sorridente di Aurora Prodi insegnante volontaria di Italiano agli stranieri nella zona di Cella e Cadè. La gigantografia di Aurora e in via Mazzini, al pari dei piani alti del palazzo che tra gli altri uffici ospita anche quelli dell’ex Provveditorato agli studi.

Le strutture sono montate su proprietà private in accordo con i privati stessi che hanno fatto da sponsor dell'operazione che - sottolineano dal Comune - non ha avuto alcun costo per le casse dell’ente locale. (costi 0 per il Comune di Reggio Emilia): Asp Città delle Persone (ex Rete), Acer Reggio Emilia, Iren e Coopselios.

Proprio sui muri della sede della cooperativa sociale sarà montata nei prossimi giorni la gigantografia di un altro volontario, Chiara Mammi, mentre la quarta maxi effigie sarà sull’acquedotto di via Gorizia e riporterà forse il volto più noto dei quattro, quello dell’ex presidente della circoscrizione Orologio, Villiam Orlandini: un riconoscimento, quello verso Orlandini, che riguarda soprattutto la “seconda vita”: smessi i panni dell’amministratore (prima nel quartiere e poi in Sala Tricolore come consigliere comunale), Villiam ha indossato quelli del “soldato semplice”, del volontario di quartiere, appunto.

L'obiettivo dell'amministrazione è di decentrare l'operazione di comunicazione di volontariato sui quartieri attraverso la mostra “Facce dei quartieri” (di cui queste quattro gigantografie fanno parte) che da settembre inizierà un road show nei quartieri della città.

Gli scatti della mostra e dei grandi formati sono stati fatti dal giovane fotografo Federico Contini, fotografo ufficiale di Quaderno, il blog dei quartieri aperto lo scorso anno dal comune di Reggio Emilia e gestito in collaborazione con Università degli studi di Modena e Reggio e Rumore web, la radio dell'università. Il blog racchiude le storie dei cittadini dei quartieri ed è gestito dalla redazione formata dagli studenti della facoltà di comunicazione ed economia di Unimore, con il coordinamento del professor Nicola Dusi.

«Raccontare belle storie di comunità grazie a questi grandi formati - spiega l’assessore alla partecipazione e cura dei quartieri Valeria Montanari - è un modo per mettere al centro l'attività di volontariato e la generosità delle persone fotografate nei confronti della comunità: “specchiarsi” nel bene comune credo possa servire ai reggiani per ricordarsi il valore della coesione sociale che la nostra città sa mettere in campo ogni giorno».

Massimo Sesena

massimosesena. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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