Gazzetta di Reggio

Reggio

Reggio Emilia: matrimoni in crescita, nascite in calo

Reggio Emilia: matrimoni in crescita, nascite in calo

I dati del Comune: solamente il 28% delle coppie ha figli mentre sono in costante aumento le unioni miste

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Nella nostra città, come nel resto d’Italia, le culle sono sempre più vuote. I matrimoni, però, stanno aumentando. Dovremo attenderne i frutti per vedere se la tendenza s’è invertita e la curva della natalità, dopo sei anni di discesa costante, ha ricominciato a salire.
I demografi hanno da tempo lanciato l’allarme, sottolineando che la popolazione italiana è destinata ad estinguersi con 1,3 figli per donna.
Tuttavia a Reggio gli sposalizi, dopo avere toccato il minimo storico (372) nel 2015, sono balzati a 454 nel 2016. Nei primi quattro mesi di quest’anno, poi, se ne sono contati 94 contro gli 86 dello stesso periodo dell'anno scorso.

I dati resi noti dal servizio demografico del Comune evidenziano l’attuale crollo della propensione a procreare. Solamente il 28% delle coppie ha figli. Nel 2008 furono registrate 1.937 nascite, 305 in più rispetto ai decessi. Malgrado la quasi costante diminuzione dei lieti eventi, il saldo naturale continuò ad essere positivo fino al 2014. Anzi, nel 2011 i nati superarono i morti di ben 380 unità. Nel 2015, però, si sono contate soltanto 1.616 nascite rispetto a 1.666 decessi. La somma algebrica (meno 50) s'è confermata negativa l’anno scorso, quando si è scesi a meno 65 con 1.554 nati e 1.619 morti.

La curva dei matrimoni non ha seguito lo stesso andamento. Aveva toccato una punta di 570 nel 2007. Poi s’è abbassata fino ai 429 del 2010, è risalita a 490 nel 2012 e, come si diceva, è scesa al minimo del 2015 per poi puntare di nuovo verso l’alto. Molte sono le nuove coppie con almeno un coniuge straniero. La quota era già alta dieci anni fa, ma negli ultimi anni è sensibilmente aumentata.

Corrispondeva al 29,6% nel 2006, è arrivata al 31,9% nel 2008, è ridiscesa al 22,6% nel 2010, ma in seguito è quasi sempre cresciuta. L’anno scorso aveva toccato il 34,1%. Nei primi quattro mesi di quest’anno s’è spinta fino al 46,8%. In buona sostanza, attualmente soltanto in un caso su due i novelli sposi sono entrambi italiani. Nei matrimoni misti più spesso è la sposa ad essere straniera, perlopiù dell'Europa dell’Est. Un’altra tendenza significativa è la riduzione ai minimi termini dei matrimoni religiosi. Nel 2006 se ne contavano 225, pari al 42,7% del totale.

La quota era precipitata al 34,6% l’anno dopo e al 32,4% nel 2012. Nel 2013 è risalita al 38,9%, ma nel 2014 è crollata al 28,29% e l’anno scorso al minimo storico del 24%. Quest’anno nei primi quattro mesi si è arrivati alla celebrazione di 13 riti religiosi contro i 5 del 2016. Questo è un periodo, in parte quaresimale, in cui la tradizione cattolica scoraggia le nozze, che si concentrano prevalentemente nei mesi di maggio, giugno, luglio, settembre e ottobre mentre quelle civili si distribuiscono in maniera più uniforme. Consultando le tabelle del servizio demografico comunale si rimane sorpresi da un altro dato, il numero non irrisorio di persone divorziate che si sposano in chiesa.

L’anno scorso furono due uomini e tre donne (contro i 41 e 55, rispettivamente, coniugati con rito civile), nel 2012 quattro uomini e otto donne, nel 2006 quattro uomini e sei donne. Eppure il diritto canonico non ammette il divorzio e, quindi, non permette a chi l’ha ottenuto di risposarsi. In realtà la statistica del Comune mette insieme i divorziati e coloro a cui il tribunale ecclesiastico ha riconosciuto la nullità del vincolo matrimoniale, assimilandoli ai celibi e alle nubili. Inoltre la Chiesa non riconosce la validità del matrimonio civile. Chi s’è sposato soltanto in municipio può poi pronunciare il sì davanti a un sacerdote con un altro partner. In teoria potrebbe farlo anche senza divorziare, se rinuncia al rito concordatario che ha effetti civili. In pratica ciò non avviene. Anzi, la presenza di figli trattiene perlopiù il prete dal celebrare la nuova unione.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google