Disoccupazione, a Reggio la maglia rosa regionale
La nostra provincia fa segnare il più basso dato dell’Emilia Romagna con il 4,7%Un miglioramento rispetto all’anno precedente, i senza lavoro erano del 5,4%
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REGGIO EMILIA. La nostra provincia fa segnare un altro record: ha il tasso di disoccupazione più basso in tutta la regione. A riconoscerlo è il rapporto “Occupazione, disoccupazione e ammortizzatori sociali in Emilia Romagna”. Il testo è stato stilato da Ervet, società pubblica controllata dalla Regione.
Nella provincia di Reggio appena il 4,7% delle persone che hanno 15 anni o più è disoccupato. Il valore è di oltre due punti percentuali sotto la media regionale (6,9%) e di quasi un punto inferiore rispetto al riferimento 2015 della nostra provincia, quando la disoccupazione si attestò al 5,4%.
La stessa percentuale fa segnare la provincia di Bologna, che ha fatto registrare una impennata dopo che il 2015 aveva visto un aumento (seppur lieve) della disoccupazione: da 7% a 7,2%.
Va detto che i livelli prima della crisi ancora appaiono lontani. Nel 2008, infatti, la disoccupazione aveva un valore pari al 2,3% sul territorio reggiano (e su quello parmense), mentre a Bologna faceva registrare il 2,2%. Il record di nove anni fa spettava a Piacenza, in cui l’1,9% appare adesso un ricordo. Nell’ultima rilevazione, infatti, la provincia più occidentale dell’Emilia Romagna ha un valore della disoccupazione del 7,5%, pari a quello dei territori unificati di Forlì e Cesena, in cui c’è stato però un peggioramento dal 6,2% del 2015. Solo Rimini (9,1%) e Ferrara (10,6%) fanno segnare percentuali più elevate.
Lo stesso accadeva nel 2008, quando però la provincia ferrarese faceva segnare un 4,8% di disoccupazione contro il 5,1% di Forlì-Cesena e il 5,5% di Rimini. Al terzo posto della nuova classifica, dietro Reggio e Bologna, si ritrova Parma con il 6,5% di disoccupazione, appena poco meno del 6,6% di quella fatta segnare a Modena.
Nella classifica sul rapporto Ervet si trovano anche i tassi di occupazione delle persone tra 15 e 64 anni. In questo caso, Reggio fa segnare un aumento (da 66,3% a 68,2%), ma resta dietro Bologna (71,8%), Modena (68,8%), Parma (68,7%) e Forlì-Cesena (68,3%).
Cosa cambia tra le classifiche? Nel primo caso, si analizza il rapporto tra le persone in cerca di occupazione e le corrispondenti forze di lavoro; nel secondo, si prende in considerazione il rapporto tra le persone che hanno un lavoro e la popolazione di riferimento. <QM>(g.f.)
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