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L’autopsia conferma Alì è morto annegato

di Enrico Lorenzo Tidona
L’autopsia conferma Alì è morto annegato

Luzzara, nessuna ferita o trauma sul corpo del ragazzino  L’esame avvalora al momento l’ipotesi dell’incidente

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REGGIO EMILIA. Hassnain Ali è morto per annegamento. Questa è la prima verità certificata sulla decesso del ragazzino di 12 anni il cui corpo è stato trovato senza vita nel canale di bonifica nei pressi di via Villa Superiore. A stabilire le cause della morte è stata l’autopsia effettuata ieri mattina dal medico di Pavia su incarico del sostituto procuratore Stefania Pigozzi. Il ragazzino pachistano scomparso da Luzzara è morto dopo essere stato sopraffatto dalla corrente, finendo sott’acqua senza più riuscire a respirare. Sul suo corpo, inoltre, non sono state rilevate altre ferite o traumi.
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Un’indicazione rilevante che avvalora al momento l’ipotesi dell’incidente: il ragazzino sarebbe scivolato dalla sponda del canale della bonifica senza più riuscire ad affiorare. La mancanza di traumi circoscrive ancor di più il campo delle indagini soprattutto dopo le dichiarazioni del padre del ragazzino, Abdul Ghafar Shah, che aveva chiesto chiarezza sulla morte del figlio affermando che qualcuno potrebbe averlo spinto in acqua. Hassnain avrebbe avuto un litigio con altri coetanei. Fatti poi riportati ai carabinieri dall’uomo, ai quali avrebbe anche riferito i nomi.

La procura ha già sentito una ventina di ragazzini, italiani e pachistani, compagni di scuola e di giochi di Hassnain, per cercare di ricostruire le ore antecedenti la morte. La sua scomparsa risale alle 18 di sabato 15 mentre il suo corpo è stato trovato privo di vita lunedì 17 nella chiusa di Riva di Suzzara nel mantovano.

Le indagini propendono per la morte accidentale. Il ragazzino era uscito in bicicletta: secondo i familiari aveva lasciato il centro culturale di Luzzara allontanandosi per fare un giro. Da lì non ci sono state più notizie. Un vuoto che deve essere colmato per poter descrivere nei dettagli la vicenda. Le cause del decesso sono ora spiegate grazie all’autopsia.

Ad oggi non sembrano essere giunti ulteriori elementi di indagine che facciano pensare a scontri o a precedenti persecuzioni nei confronti del ragazzino annegato. Hassnain era peraltro colui che in famiglia padroneggiava meglio la lingua italiana, diventando di fatto il collegamento con l’esterno anche per i genitori, giunti con la famiglia a Luzzara da circa un anno, dove si stavano integrando anche grazie all’aiuto del comune. Un percorso spezzato poi con la tragica morte del figlio avvenuta a pochi passi dalla loro nuova casa.

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