«Non volevamo offendere il comitato delle Cicogne»
di Jacopo Della Porta
Castelnovo Monti, il presidente della commissione regionale sul “caso slide” «Nessuna presa in giro, ma la sicurezza delle donne è garantita in pianura»
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CASTELNOVO MONTI. «Non c’era intenzione di offendere nessuno. Mi dispiace che qualcuno abbia interpretato in quel modo la slide conclusiva della nostra relazione. Non ci può essere nessuna contrapposizione tra chi assiste e chi è assistito: sarebbe un controsenso». Giuseppe Battagliarin, presidente della “Commissione regionale tecnico consultiva sul percorso nascita”, interviene sul caso che ha provocato la reazione del comitato Salviamo le Cicogne.
L’immagine proiettata in occasione dell’ultima commissione consiliare Politiche per la salute e politiche sociali dell’assemblea legislativa regionale mostrava una cicogna con il lenzuolo pieno e la scritta: «La Commissione Nascita è al fianco delle Cicogne di Montagna ma chiede di trasportare il loro prezioso fardello in pianura». Alcune donne del comitato si sono sentite prese in giro. «Ci hanno ridicolizzato», ha detto Nadia Vassallo.
«Non c’era alcuna intenzione di farlo – risponde il presidente –. Il termine fardello lo abbiamo utilizzato per restare nella metafora scelta dal comitato stesso, quella delle cicogne. Non si voleva certo sminuire le madri e i bambini. Era un’immagine che voleva aggiungere una nota di empatia in una relazione tecnica, favorire un dialogo, mi dispiace che abbia avuto l’effetto contrario. Ma voglio assicurare che non ci siamo certo dimenticati del fatto che ci stiamo occupando di questioni che riguardano donne e bambini. Capisco la contrarietà di tante persone a traslocare in altri ospedali: come medico ho affrontato altre vicende come questa, ad esempio quando fu chiuso il punto nascita di Novafeltria in Romagna».
Le Cicogne hanno inviato alcune mail in Regione, anche all’assessore Roberta Mori, per chiedere che il presidente spiegasse il senso di quella slide. E il medico appena ha ricevuto le mail ha provveduto a rispondere per iscritto.
Il “caso slide” è arrivato nel giorno in cui la giunta regionale ha ufficializzato la richiesta di deroga al governo per la chiusura del punto nascita di Castelnovo Monti.
I tecnici però hanno detto chiaramente come la pensano e le loro convinzioni non sono quelle dei comitati. «La sicurezza delle donne è garantita maggiormente in pianura – dice il presidente –. Fare partorire le donne in strutture meno sicure significa discriminarle.
Il problema principale è che manca il personale specializzato. Ai concorsi per ginecologici, pediatri e anestesisti non si presentano abbastanza medici. Inoltre ci sono opzioni, ad esempio l’epidurale, che in alcuni ospedali non potranno essere garantite alle donne».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’immagine proiettata in occasione dell’ultima commissione consiliare Politiche per la salute e politiche sociali dell’assemblea legislativa regionale mostrava una cicogna con il lenzuolo pieno e la scritta: «La Commissione Nascita è al fianco delle Cicogne di Montagna ma chiede di trasportare il loro prezioso fardello in pianura». Alcune donne del comitato si sono sentite prese in giro. «Ci hanno ridicolizzato», ha detto Nadia Vassallo.
«Non c’era alcuna intenzione di farlo – risponde il presidente –. Il termine fardello lo abbiamo utilizzato per restare nella metafora scelta dal comitato stesso, quella delle cicogne. Non si voleva certo sminuire le madri e i bambini. Era un’immagine che voleva aggiungere una nota di empatia in una relazione tecnica, favorire un dialogo, mi dispiace che abbia avuto l’effetto contrario. Ma voglio assicurare che non ci siamo certo dimenticati del fatto che ci stiamo occupando di questioni che riguardano donne e bambini. Capisco la contrarietà di tante persone a traslocare in altri ospedali: come medico ho affrontato altre vicende come questa, ad esempio quando fu chiuso il punto nascita di Novafeltria in Romagna».
Le Cicogne hanno inviato alcune mail in Regione, anche all’assessore Roberta Mori, per chiedere che il presidente spiegasse il senso di quella slide. E il medico appena ha ricevuto le mail ha provveduto a rispondere per iscritto.
Il “caso slide” è arrivato nel giorno in cui la giunta regionale ha ufficializzato la richiesta di deroga al governo per la chiusura del punto nascita di Castelnovo Monti.
I tecnici però hanno detto chiaramente come la pensano e le loro convinzioni non sono quelle dei comitati. «La sicurezza delle donne è garantita maggiormente in pianura – dice il presidente –. Fare partorire le donne in strutture meno sicure significa discriminarle.
Il problema principale è che manca il personale specializzato. Ai concorsi per ginecologici, pediatri e anestesisti non si presentano abbastanza medici. Inoltre ci sono opzioni, ad esempio l’epidurale, che in alcuni ospedali non potranno essere garantite alle donne».
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