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operazione last drink 

Predieri rimane in carcere Indagato anche un avvocato

REGGIO EMILIA. Il tribunale del Riesame di Bologna non solo ha confermato i vari indizi, ma ha mantenuto la misura cautelare del carcere per il 55enne reggiano Luigi Predieri. Per gli inquirenti...

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REGGIO EMILIA. Il tribunale del Riesame di Bologna non solo ha confermato i vari indizi, ma ha mantenuto la misura cautelare del carcere per il 55enne reggiano Luigi Predieri. Per gli inquirenti sarebbe un mago delle bancarotte, una persona che, assieme al suo staff (per questo motivo è stata contestata anche l'associazione a delinquere) riusciva a prosciugare aziende per poi sperperare il denaro facendo la bella vita.

La procura di Modena ha espresso soddisfazione per la conferma della misura della custodia cautelare in carcere sottolineando l’importanza dell'indagine di polizia giudiziaria, svolta dalle Fiamme Gialle modenesi, proprio per il danno procurato al tessuto economico locale e non.

Solo nel Modenese con questo sistema sono state messe in ginocchio due ditte (una è di Carpi), portate ormai al fallimento, per 93 milioni di euro. Come si ricorderà si tratta della recente operazione denominata “Last Drink”: il 55enne Luigi Predieri è finito in carcere mentre per i suoi più stretti collaboratori, tra cui la 50enne di Nonantola (Modena) Maria Vittoria Provvisionato, Romano Michele, 70enne di Casalecchio (Bologna), Silvano Cilloni, 75enne di Casina, erano scattati gli arresti domiciliari. Per tutti questi quattro assieme ad altre quattro persone è scattata, inoltre, la misura interdittiva del divieto temporaneo ad assumere cariche societarie.

Predieri, secondo gli investigatori, si presentava, come una sorta di “cavaliere bianco” danaroso e coperto di lusso, a titolari di ditte in crisi dicendo loro che avrebbe trovato tutte le soluzioni per ritornare a galla. Ma in realtà quello era, per loro, l’inizio di una fine mentre per questo 55enne era una possibilità in più per fare cassa e foraggiare il suo altissimo tenore di vita.

Dopo un’indagine durata un anno e mezzo sono state indagate 13 persone, accusate, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta, l'emissione di fatture false, il falso in bilancio, truffe varie e autoriciclaggio. Tra gli indagati, è stato rivelato giovedì, anche un avvocato che avrebbe aiutato Predieri nei suoi scopi.

Tramite l’emissione di fatture false e truccando i bilanci, l'azienda “presa” da Predieri riusciva a ottenere crediti o anticipazioni dalle banche, ma il denaro veniva dirottato su altre società, in Italia e all’estero. Questo flusso di soldi veniva poi prelevato dal 55enne e sperperato.



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