Ricerca idrocarburi sospesa fino al 2018 I comitati: non basta
di Andrea Gilioli
FABBRICO. Una quarantina di cittadini, i sindaci e diversi assessori: questa la platea che giovedì sera ha ascoltato a Formigine gli interventi degli assessori regionali Palma Costi e Paola Gazzolo...
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FABBRICO. Una quarantina di cittadini, i sindaci e diversi assessori: questa la platea che giovedì sera ha ascoltato a Formigine gli interventi degli assessori regionali Palma Costi e Paola Gazzolo per fare luce sulla controversa autorizzazione “Bugia” per la ricerca di idrocarburi nel sottosuolo del distretto ceramico, modenese e reggiano.
In sala, naturalmente, anche i referenti dei comitati NoTriv che si sono di recente costituiti nel distretto e un folto gruppo del comitato “No Fantozza” (che comprende Guastalla, Novellara, Campagnola, Fabbrico, Reggiolo, Rolo, Rio Saliceto e, per una parte più limitata, Novi e Carpi nel modenese) che ha bollato gli interventi come “politichese”, ribadendo un fermissimo no a qualsiasi operazione di ricerca. Presenti anche tecnici della Regione, dell’Università di Modena e Reggio, dell’Ingv e del ministero che hanno spiegato come le attività di screening, autorizzate dopo attente valutazioni, abbiano anche il rilevantissimo obiettivo di dare alla pubblica amministrazione dati sul sottosuolo di grandissima importanza, anche nell’ottica della tutela del territorio e della difesa da fenomeni geologici temuti.
Condivisione delle decisioni con i territori la parola d’ordine negli interventi dei due assessori regionali. «Noi come Regione – ha spiegato l’assessore Costi – non siamo i soggetti che danno questo tipo di autorizzazioni. Diamo un parere al ministero e a questo scopo vogliamo condividere la decisione con i territori e i Comuni. Siamo ben contenti di aver organizzato questo evento per fare chiarezza; la sospensione ottenuta per i prossimi mesi ci serve proprio per dare una corretta informazione ai cittadini. Non è vero che le azioni di screening, che non prevedono automaticamente perforazioni esplorative né coltivazione di idrocarburi, siano già state definitivamente autorizzate. Manca l’ultima parola del Mise (Ministero dello sviluppo economico) e noi, come Regione, dopo il confronto con i territori daremo il nostro parere, unica azione nelle nostre possibilità. Le autorizzazioni date sino ad ora – ha aggiunto – hanno valutato con grande attenzione la sicurezza di cittadini e territori, con principi di precauzione. Ciononostante è ovvio che ci possano essere motivazioni ulteriori per il no, legate alla tenuta sociale dei territori, che valuteremo e prenderemo in considerazione con i sindaci».
Rassicurazioni, quelle date dai tecnici e dagli assessori regionali Costi e Gazzolo, che non sono affatto piaciute ai rappresentanti dei comitati. «Nessun privato fa screening del territorio gratis – ha chiosato Simone Rizzo del comitato No Triv di Formigine – È ovvio che lo scopo della società statunitense Aleanna Resources è un altro: arrivare alle trivellazioni se si troverà qualcosa durante lo screening. Siamo contenti che la Regione abbia chiesto e ottenuto una sospensiva fino a fine anno. Ora speriamo nell’appoggio del Comune e della politica. Noi non ci arrendiamo».
In sala, naturalmente, anche i referenti dei comitati NoTriv che si sono di recente costituiti nel distretto e un folto gruppo del comitato “No Fantozza” (che comprende Guastalla, Novellara, Campagnola, Fabbrico, Reggiolo, Rolo, Rio Saliceto e, per una parte più limitata, Novi e Carpi nel modenese) che ha bollato gli interventi come “politichese”, ribadendo un fermissimo no a qualsiasi operazione di ricerca. Presenti anche tecnici della Regione, dell’Università di Modena e Reggio, dell’Ingv e del ministero che hanno spiegato come le attività di screening, autorizzate dopo attente valutazioni, abbiano anche il rilevantissimo obiettivo di dare alla pubblica amministrazione dati sul sottosuolo di grandissima importanza, anche nell’ottica della tutela del territorio e della difesa da fenomeni geologici temuti.
Condivisione delle decisioni con i territori la parola d’ordine negli interventi dei due assessori regionali. «Noi come Regione – ha spiegato l’assessore Costi – non siamo i soggetti che danno questo tipo di autorizzazioni. Diamo un parere al ministero e a questo scopo vogliamo condividere la decisione con i territori e i Comuni. Siamo ben contenti di aver organizzato questo evento per fare chiarezza; la sospensione ottenuta per i prossimi mesi ci serve proprio per dare una corretta informazione ai cittadini. Non è vero che le azioni di screening, che non prevedono automaticamente perforazioni esplorative né coltivazione di idrocarburi, siano già state definitivamente autorizzate. Manca l’ultima parola del Mise (Ministero dello sviluppo economico) e noi, come Regione, dopo il confronto con i territori daremo il nostro parere, unica azione nelle nostre possibilità. Le autorizzazioni date sino ad ora – ha aggiunto – hanno valutato con grande attenzione la sicurezza di cittadini e territori, con principi di precauzione. Ciononostante è ovvio che ci possano essere motivazioni ulteriori per il no, legate alla tenuta sociale dei territori, che valuteremo e prenderemo in considerazione con i sindaci».
Rassicurazioni, quelle date dai tecnici e dagli assessori regionali Costi e Gazzolo, che non sono affatto piaciute ai rappresentanti dei comitati. «Nessun privato fa screening del territorio gratis – ha chiosato Simone Rizzo del comitato No Triv di Formigine – È ovvio che lo scopo della società statunitense Aleanna Resources è un altro: arrivare alle trivellazioni se si troverà qualcosa durante lo screening. Siamo contenti che la Regione abbia chiesto e ottenuto una sospensiva fino a fine anno. Ora speriamo nell’appoggio del Comune e della politica. Noi non ci arrendiamo».
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