Rubiera pezzo pregiato del Mercatone in vendita
Inizia la fase della trattativa privata, la cessione potrà anche essere parziale Cassa integrazione per molti dipendenti ma non nel punto vendita reggiano
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RUBIERA. Inizia la fase della trattativa privata per i negozi del Mercatone Uno, un percorso che potrebbe coinvolgere anche lo storico punto vendita di Rubiera e che potrebbe andare in parallelo alla cassa integrazione per diversi dipendenti.
Due giorni fa si è tenuto al ministero dello Sviluppo Economico l’incontro per ragionare sul futuro del grande gruppo di vendita di arredi, in fortissima sofferenza da tempo e da due anni sotto la guida di tre commissari ministeriali.
Nei mesi precedenti erano stati indetti degli avvisi ufficiali per raccogliere manifestazioni di interesse per l’acquisto dell’intero complesso Mercatone Uno, che conta oltre tremila dipendenti e una sessantina di punti vendita in mezza Italia. Fra questi quello di Rubiera, uno dei più solidi e radicati e non a caso uno di quelli mai chiusi anche nel momento peggiore della crisi.
Le varie chiamate hanno portato all’arrivo di nuove manifestazioni d’interesse per l’acquisizione dei complessi aziendali con trattativa privata. Ora, quindi, si potrà anche ragionare sulla cessione di una porzione di rete, su base regionale, o eventualmente anche di singoli punti vendita che potrebbero interessare le realtà già presenti delle zone dove si trovano i negozi superstiti del Mercatone Uno.
In questa ottica Rubiera è senza dubbio un pezzo pregiato. Il punto vendita è conosciutissimo e, anche grazie a un riassetto della proposta commerciale, ha sempre retto. Si trova in una zona estremamente strategica, proprio a fianco della via Emilia, e non a caso ha sempre avuto molti clienti da fuori Rubiera, sia dal reggiano sia dal modenese. A oggi conta più di quaranta dipendenti, come tutti i loro colleghi preoccupati per il futuro e anche per i possibili nuovi sacrifici richiesti.
Per ora le singole proposte di acquisto sono rimaste ben nascoste, la speranza è di avere chiarezza nelle prossime settimane: o sul nome di eventuali compratori o almeno sul piano aziendale del gruppo.
Per quanto riguarda il Mercatone Uno, non sono da escludere cassa integrazione e altri ammortizzatori sociali a zero ore, con i dipendenti lasciati momentaneamente a casa “in cambio” di una parte prestabilita di stipendio. Nell’incontro romano con le parti sociali i commissari hanno presentato le linee guida del piano economico-finanziario. Un piano giudicato «necessario per garantire la continuità aziendale nei prossimi mesi» e che prevede «una serie di azioni per contenere e razionalizzare i costi diretti e indiretti che saranno avviate dal prossimo mese».
Da agosto gli ammortizzatori sociali verranno usati per le maestranze, probabilmente con una rotazione sull’intera rete, anche se potrebbe pure arrivare la chiusura parziale di qualche negozio. Rubiera, in questo senso, non dovrebbe correre rischi. (adr.ar.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Due giorni fa si è tenuto al ministero dello Sviluppo Economico l’incontro per ragionare sul futuro del grande gruppo di vendita di arredi, in fortissima sofferenza da tempo e da due anni sotto la guida di tre commissari ministeriali.
Nei mesi precedenti erano stati indetti degli avvisi ufficiali per raccogliere manifestazioni di interesse per l’acquisto dell’intero complesso Mercatone Uno, che conta oltre tremila dipendenti e una sessantina di punti vendita in mezza Italia. Fra questi quello di Rubiera, uno dei più solidi e radicati e non a caso uno di quelli mai chiusi anche nel momento peggiore della crisi.
Le varie chiamate hanno portato all’arrivo di nuove manifestazioni d’interesse per l’acquisizione dei complessi aziendali con trattativa privata. Ora, quindi, si potrà anche ragionare sulla cessione di una porzione di rete, su base regionale, o eventualmente anche di singoli punti vendita che potrebbero interessare le realtà già presenti delle zone dove si trovano i negozi superstiti del Mercatone Uno.
In questa ottica Rubiera è senza dubbio un pezzo pregiato. Il punto vendita è conosciutissimo e, anche grazie a un riassetto della proposta commerciale, ha sempre retto. Si trova in una zona estremamente strategica, proprio a fianco della via Emilia, e non a caso ha sempre avuto molti clienti da fuori Rubiera, sia dal reggiano sia dal modenese. A oggi conta più di quaranta dipendenti, come tutti i loro colleghi preoccupati per il futuro e anche per i possibili nuovi sacrifici richiesti.
Per ora le singole proposte di acquisto sono rimaste ben nascoste, la speranza è di avere chiarezza nelle prossime settimane: o sul nome di eventuali compratori o almeno sul piano aziendale del gruppo.
Per quanto riguarda il Mercatone Uno, non sono da escludere cassa integrazione e altri ammortizzatori sociali a zero ore, con i dipendenti lasciati momentaneamente a casa “in cambio” di una parte prestabilita di stipendio. Nell’incontro romano con le parti sociali i commissari hanno presentato le linee guida del piano economico-finanziario. Un piano giudicato «necessario per garantire la continuità aziendale nei prossimi mesi» e che prevede «una serie di azioni per contenere e razionalizzare i costi diretti e indiretti che saranno avviate dal prossimo mese».
Da agosto gli ammortizzatori sociali verranno usati per le maestranze, probabilmente con una rotazione sull’intera rete, anche se potrebbe pure arrivare la chiusura parziale di qualche negozio. Rubiera, in questo senso, non dovrebbe correre rischi. (adr.ar.)
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