Gazzetta di Reggio

Reggio

Incognita nomine Tribunale e Procura davanti a un bivio

di Enrico Lorenzo Tidona
Incognita nomine Tribunale e Procura davanti a un bivio

Il pm Isabella Chiesi sarà la reggente nel dopo Grandinetti Occhi puntati sul Csm per la scelta dei nuovi vertici reggiani

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REGGIO EMILIA. Aemilia e misure di prevenzione, inchieste in ballo, udienze rinviate dopo i legittimi scioperi degli avvocati, processi rallentati dal cambio di fonici e stenotipisti, fallimentare sempre in auge e ferie da smaltire. Non è certo uno dei momenti più facile nella storia giudiziaria reggiana. E proprio in questo periodo clou mancano due pedine fondamentali. Ieri, dopo aver preso con sé le ultime carte, l’ormai ex procuratore capo di Reggio Emilia, Giorgio Grandinetti, ha liberato la scrivania per lasciare posto al suo successore.

Ma questa casella rimarrà vuota per alcuni mesi ancora. Al posto del procuratore capo ci sarà la reggente Isabella Chiesi, chiamata a coordinare i sostituti presenti in Procura a Reggio. A scegliere il successore di Grandinetti – da oggi ufficialmente in pensione – sarà il Consiglio Superiore della Magistratura, chiamato da tempo a scegliere anche il successore dell’ex presidente del tribunale, Francesco Caruso, passato al vertice del palazzo di giustizia di Bologna. Questa è la seconda pedina mancante nello scacchiere della giustizia reggiana, che prosegue il suo lavoro grazie al presidente vicario del tribunale, Cristina Beretti, giudice sotto scorta da qualche settimana su indicazione dei servizi segreti dopo aver intercettato minacce da imputati ai processi, che dovrà essere però promossa a presidente o lasciare il passo a una nomina esterna.

In entrambi i casi il Csm valuta delle candidature. In procura, è fatto noto, ha fatto capolino dal banco dell’accusa di Aemilia il pm della Dda di Bologna, Marco Mescolini, 51 anni, sostituto impegnato anima e corpo nell’inchiesta contro la’ndrangheta che si sta celebrando a Reggio. Mescolini è tra coloro – sedici in tutto – che hanno presentato infatti domanda al Csm per diventare procuratore capo a Reggio Emilia. Rispetto alla concorrenza Mescolini sconta una minore anzianità professionale ma una maggiore conoscenza del quadro legato alle inchieste sulle associazioni di stampo mafioso. Il Csm si dovrebbe pronunciare in merito entro la fine dell’estate ma non c’è ancora alcuna certezza.

Sempre dalla Procura di Bologna e dalla distrettuale antimafia sono giunte le domande dei sostituti Enrico Cieri (59 anni, assegnato alla Dda), il loro collega Francesco Caleca (55 anni, sempre della Dda), Antonio Gustapane (60 anni) e Rossella Poggioli (54 anni). In lista anche Alfonso D’Avino, 61 anni, procuratore aggiunto a Napoli, magistrato di spessore, passato dalle inchieste sulla camorra ai reati di corruzione fino a coordinare le indagini sugli appalti del Cpl di Concordia sulla Secchia.

Tra i nomi, anche Gerardo Mazza, consigliere della Corte d’appello di Brescia, Daniele Barberini, sostituto a Ravenna, Alessandro Bogioli, sostituto a Imperia, Giovanni Narzoli, sostituto a Pesaro, Giovanni Ponzio (sostituto a Benevento).

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